Spazza Corrotti: cosa prevede il DDL approvato dal CdM

"Non lasceremo scampo, non ci sarà margine di alcun tipo per il fenomeno della corruzione. Da ora in poi chi sbaglia paga, é certo"

Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi il disegno di legge ribattezzato Spazza Corrotti, vale a dire il DDL "Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione" a firma del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Il testo approvato oggi - con Matteo Salvini assente al Cdm - riporta delle modifiche importanti rispetto a quello trapelato nei giorni scorsi, tra novità e punti che sono stati rimossi o riveduti.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella conferenza stampa di presentazione del testo, ha spiegato che si tratta di un disegno di legge "particolarmente significativo e qualificante delle iniziative di governo, che si inquadra nell'ambito delle riforme strutturali, in materia di contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione".

Gli ha fatto eco Alfonso Bonafede:

Con questa legge dimostriamo che il governo vuole fare tesoro di quanto accaduto negli anni passati e varare legge anticorruzione all'avanguardia, che ci mette come Paese leader in questo campo. Non lasceremo scampo, non ci sarà margine di alcun tipo per il fenomeno della corruzione. Da ora in poi chi sbaglia paga, é certo. Chiamiamo questa legge 'spazza corrotti' perché dopo tanti anni di battaglia in nome della legalità, della giustizia e dell'onesta portare in CdM un DDL che porta una vera rivoluzione nella lotta alla corruzione è motivo di orgoglio e commozione. Si apre una prospettiva di onestà per il Paese e ci permette di andare a testa alta nel mondo.

Vediamo quali sono i punti principali del disegno di legge Spazza Corruzione.

"Daspo" per corrotti e corruttori: cosa significa?

A spiccare, su tutto, è il cosiddetto daspo per corrotti e corruttori, che avrà come conseguenza l'interdizione dai pubblici uffici e il divieto di stipulare contratti con la Pubblica Amministrazione.

Sono previste due tipologie di daspo, a seconda della pena inflitta al condannato. Per le condanne fino a 2 anni di carcere, il corrotto e il corruttore il daspo durerà tra i 5 e i 7 anni, mentre chi viene condannato a più di due anni di carcere per corruzione - la condanna deve essere definitiva, non valgono il primo e il secondo grado di giudizio - avrà il daspo a vita.

Questo vale non soltanto per il reato di corruzione, ma anche per tutta un'altra serie di reati:

    - malversazione aggravata dal danno patrimoniale di rilevante gravità
    - corruzione per l'esercizio della funzione
    - corruzione propria aggravata dal fatto di avere ad oggetto il conferimento di pubblici impieghi
    - istigazione alla corruzione
    - peculato
    - concussione
    - induzione indebita a dare o promettere utilità
    - traffico di influenze illecite
    - abuso d'ufficio aggravato dal vantaggio o dal danno di rilevante gravità

L'agente sotto copertura

Come già previsto per i reati di droga, per le attività di contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata, le forze dell'ordine avranno la possibilità di inviare agenti sotto copertura per indagare sulle possibili situazioni di corruzione.

Non si tratta dell'agente provocatore di cui si era parlato nei giorni scorsi, quello che avrebbe dovuto mettere alla prova la correttezza dei pubblici ufficiali proponendo mazzette per poi incastrarli. Quella figura è stata stralciata dal testo finale.

Cause di non punibilità

Il disegno di legge prevede anche alcune cause di non punibilità per i cosiddetti pentiti:


    - Confessione volontaria su fatti non ancora oggetto di indagine
    - Reati commessi non più di 6 mesi prima della confessione
    - Restituzione del maltolto entro 6 mesi dalla confessione
    - Informazioni utili alle indagini
    - Esclusa la premeditazione

Alfonso Bonafede e Giuseppe Conte

Foto | Palazzo Chigi

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