Negozi chiusi di domenica: le proposte di Lega e M5S

"Se il Governo vuole uccidere il commercio in Italia, l'iter avviato è sicuramente quello giusto"

Centro Commerciale

Si parla ormai da tempo di rivedere la liberalizzazione delle aperture dei negozi varata dal governo di Mario Monti e in questi giorni sono diverse le proposte di legge presentate dai vari partiti, a cominciare dalla Lega, passando per il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico.

La proposta più restrittiva è quella presentata dalla deputata leghista Barbara Saltamartini, già incardinata in Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati, che punta a limitare le aperture dei negozi di domenica soltanto nel mese di dicembre - durante il periodo natalizio - e altre quattro domeniche o festività nel corso degli altri undici mesi.

Il testo fissa le linee guida che dovranno essere fatte rispettare dai Comuni e dalle Regioni. In linea di massima le aperture straordinarie - domenica o altro giorno festivo - dovranno essere otto nell'arco dei dodici mesi, con l'indicazione di averne quattro a dicembre e le altre quattro nel resto dell'anno.

La proposta presentata dal Movimento 5 Stelle, firmata dal deputato Davide Crippa, è meno restrittiva e parla di un "massimo di dodici festività lavorative annue per singolo esercizio commerciale su un modello che è già stato sperimentato con successo a Modena"

Sono bastati questi testi provvisori per mandare subito su tutte le furie il Codacons, che attraverso il presidente Carlo Rienzi ha tuonato contro i deputati coinvolti, accusando il governo di Giuseppe Conte di voler uccidere il commercio in Italia:

Se il Governo vuole uccidere il commercio in Italia, l'iter avviato è sicuramente quello giusto. Una fetta consistente di negozi riesce a sopravvivere proprio grazie agli acquisti che i consumatori fanno nei giorni di festa, quando cioè le famiglie sono libere di uscire e girare per le vie dello shopping e i centri commerciali. Vietare le aperture domenicali e nei giorni festivi si tradurrebbe in una condanna a morte per migliaia e migliaia di piccoli esercizi, in un momento storico in cui i consumi sono già al palo.

Oggi in commissione attività produttive abbiamo iniziato iter per rivedere le assurde liberalizzazioni del Governo Monti...

Posted by Barbara Saltamartini on Thursday, September 6, 2018
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