Franceschini, dal seminario Liberal Pd di Amelia, lancia il Piano Affitti


Mentre Gianfranco Fini, a Roma, salutava commosso le ultime scintille della fiamma di An, Dario Franceschini interveniva, ad Amelia, al seminario della componente Liberal del Partito democratico. Un incontro singolare sotto vari aspetti, a cominciare dal titolo "Italia 2030: il Paese che vogliamo", quasi ad ammettere che prima di allora non ci sono possibilità di battere il Pdl. Ed anche per la location scelta, una sala del museo archeologico, poco in sintonia con l'orizzonte futuristico indicato nel titolo.

Il segretario del Pd ha annunciato, in risposta al Piano Casa di Silvio Berlusconi, un piano affitti rivoluzionario a favore delle famiglie italiane che non possono allargare o modificare la propria abitazione, perché una casa di proprietà non ce l’hanno. Il Piano del Pd per l'affitto dovrebbe articolarsi in 4 punti: la costruzione di 5.000 nuovi alloggi di edilizia popolare; l'attestarsi al 20 per cento dell'aliquota Irpef per chi affitta un appartamento; la possibilità di detrarre anche parzialmente il canone per chi vive in affitto e studiare forme d'incentivazione per evitare che la maggior parte degli appartamenti rimangano liberi.

San Franceschini ha spiegato di essere contrario all'idea che si diano strumenti per rovinare la bellezza delle città: siamo d'accordo nel semplificare la burocrazia ma non certo per eliminare i vincoli paesaggistici né i controlli sui vincoli stessi; vanno bene le demolizioni per poi ricostruire e quindi aggiungere metri cubi in più, ma dobbiamo scongiurare il rischio che non venga tutelata la bellezza dei nostri centri storici.

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