Elezioni Svezia, l'estrema destra al 17,6%: nessuno raggiunge la maggioranza assoluta

I risultati definitivi confermano che nessuna coalizione ha ottenuto la maggioranza assoluta.

10 settembre 2018 - Lo spoglio si è quasi concluso e la situazione è ormai chiara: nessuna delle coalizioni è riuscita ad ottenere la maggioranza. La crescita dell'estrema destra, il partito dei Democratici Svedesi (SD), passato dal 12,9% delle precedenti elezioni al 17,6% ottenuto ieri, ha tolto consensi alle due principali coalizioni svedesi, quella dei socialdemocratici guidata dal Primo Ministro uscente Stefan Lofven (40,6%) e quella del centro-destra di Ulf Kristersson (40,3%).

Manca la maggioranza assoluta per governare e questo, come accaduto anche in Italia e in altri Paesi UE in questi ultimi mesi, porterà ad uno stallo da cui si uscirà soltanto stringendo nuove alleanze. Nessuna delle due grandi coalizioni sembra aver intenzione di scendere a patti con i Democratici Svedesi, che al contrario sarebbero pronti ad allearsi con più o meno chiunque.

L'abbinamento più realistico sarebbe proprio quello della coalizione di centrodestra coi Democratici Svedesi, ma potrebbero volerci dei mesi prima che si arrivi ad un accordo.

Il Primo Ministro Stefan Lofven ha già fatto sapere che per il momento non intende farsi da parte. Di fatto la sua coalizione ha battuto, anche se di poco, quella del centrodestra, e Lofven ha precisato che passerà le prossime due settimane in Parlamento per tentare di formare un'alleanza coi piccoli partiti più moderati che non fanno parte dell'alleanza di centrodestra e che hanno già fatto sapere di non voler avere nulla a che fare con la seconda grande coalizione svedese.

Elezioni Svezia, primi exit poll: sovranisti di destra al 19,2%, aggressioni neonaziste ai seggi

21.10 - Le elezioni in Svezia 2018 saranno ricordate anche per le aggressioni di stampo neonazista ai seggi con elettori e giornalisti presi di mira in diverse postazioni elettorali del Paese scandinavo. Svenska Dagbladet spiega che alcuni componenti del "Movimento della Resistenza nordica" mentre si svolgevano le operazioni di voto hanno fatto irruzione a Ludvika, Boden e Kungalv.

21.00 - Secondo gli ultimi exit poll diffusi il partito della destra estrema e populista dei Democratici svedesi ha preso il 19,2% dei voti, percentuale che se confermata li porterebbe a essere il secondo partito in parlamento dopo i socialdemocratici che invece gli exit poll indicano al minimo storico del 26,2%. Sempre secondo gli exit poll diffusi dalla tv di Stato svedese gli ex comunisti, oggi Sinistra, hanno invece preso quasi il 10% (9,8%), raddoppiando i loro consensi rispetto al 2014. In generale sempre secondo gli exit poll, sono andati bene anche altri piccoli partiti come quello di centrodestra e i cristiano democratici; quest’ultimi in particolare avrebbero incrementato i loro consensi di un terzo rispetto alle precedenti elezioni.

20.45 - I primi exit poll sulle elezioni in Svezia vedono i sovranisti di estrema destra ben al di sotto delle attese, fermi al 16%, mentre il blocco progressista, cioè socialdemocratici, verdi e sinistra, è in testa al 41%. In ogni caso se i dati fosse confermati, per i socialdemocratici, al 25% secondo gli exit poll, sarebbe il peggior risultato da oltre un secolo e cioè dal 1908.

Elezioni in Svezia 2018: anche gli svedesi pronti alla svolta

8 settembre 2018

sovranista?Jimmie Åkesson ha fatto una campagna elettorale molto simile a quella che ha portato Matteo Salvini al governo in Italia e ora potrebbe sconvolgere la storia della Svezia, che è chiamata al voto domenica 9 settembre 2018 e potrebbe vivere le elezioni più incerte della sua storia.

La sinistra non aveva consensi così bassi dal 1908, mentre il partito di Jimmie Åkesson, i Democratici Svedesi (Sd, che non ha nulla a che fare con l'italiano PD), sarebbero volati dal 12,8% del 2014 al 20% di quest'anno.

Secondo i sondaggi, infatti, gli Sd, con la loro campagna elettorale incentrata sulla sicurezza, la lotta alla criminalità e all'immigrazione, il welfare da non dividere con gli stranieri (per la serie "prima gli svedesi"), potrebbero sconvolgere gli equilibri tra le forze in campo. Il rischio è che nessuna delle coalizioni tradizionali riesca a raggiungere i voti per una maggioranza di governo.

Ci sono da una parte la coalizione di centrodestra, guidata dal Partito Moderato, di cui fanno parte Partito di Centro, Liberali e Cristiano Democratici e che tutti insieme arriverebbero intorno al 38%, dall'altra parte il Partito Socialdemocratico, che finora è stato tra i più forti d'Europa, ma che scenderebbe dal 31% del 2014 al 25%. Il Partito Socialdemocratico dell'attuale Premier Stefan Löfven è alleato con i Verdi e con il Partito della Sinistra, ma tutti insieme arriverebbero a circa il 39,5% secondo i sondaggisti.

Né il centrodestra né il centrosinistra avrebbero intenzione di allearsi con Akesson, che invece in Europa ha un alleato sicuro, Matteo Salvini, che ha reso pubblico il suo endorsement con un post del 6 settembre in cui ha scritto:

"Domenica si vota in Svezia, la culla del welfare e dell’accoglienza che ha gravi problemi di integrazione. Non è un caso: come denuncia il Partito dei Democratici svedesi, la generosità dello Stato fa da calamita per una miriade di clandestini. Faccio i migliori auguri al partito di Jimmie Åkesson: dopo il voto spero di poterlo incontrare e di trovarlo in una nuova e prestigiosa veste istituzionale!"

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