Tensione tra M5S e Tria. Lezzi: "O reddito di cittadinanza o intero governo ha problemi"

Di Maio prova a mediare: "Avanti determinati sul reddito, ma nessuna richiesta di dimissioni di nessuno".

Barbara Lezzi su Tria e reddito di cittadinanza

Per il MoVimento 5 Stelle è di vitale importanza inserire il reddito di cittadinanza nella legge di bilancio e farlo partire entro maggio 2019, ossia entro le elezioni europee, ma il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha dimostrato di avere non pochi tentennamenti sul tema. Intanto il vicepremier Luigi Di Maio prova a mediare.

Da una parte, infatti, martedì sera a Cartabianca ha detto che "o il reddito di cittadinanza si fa o c'è un grave problema per il governo", dall'altra ha detto: "avanti determinati sul reddito, ma nessuna richiesta di dimissioni di nessuno". Le dimissioni in questione sarebbero proprio quelle di Tria, che verrebbero richieste da ambienti pentastellati nel caso in cui non riesca a inserire il reddito di cittadinanza come lo vuole il M5S.

Questa mattina la ministra per il Mezzogiorno Barbara Lezzi, intervenendo a Radio anch'io, è andata all'attacco dicendo:

"In manovra non transigerò sul reddito di cittadinanza, e non solo per il Sud. Su questo Tria ci deve ascoltare. Non si tratta di far cadere il ministro dell'Economia, se dovesse saltare il reddito di cittadinanza l'intero governo avrebbe dei problemi. Noi non diciamo tutto e subito, ci prendiamo l'arco della legislatura, ma bisogna iniziare e in modo significativo"

Il M5S, come confermato anche dalla ministra Lezzi, chiede 10 miliardi per aiutare con il reddito di cittadinanza cinque milioni di poveri, ma Tria non sembrerebbe intenzionato a concedere questa cifra. La responsabile del Mezzogiorno ha aggiunto:

"Eppure lui ci deve assolutamente ascoltare, una chiusura su questo sarebbe un problema"

Lezzi ha anche detto che la legge di Bilancio prevederà la decontribuzione al 100% per i disoccupati del Mezzogiorno "e non solo giovanissimi perché ho tolto il pezzo dell'età" ha spiegato e ha aggiunto: "Vorrei valesse per il triennio, cioè per tutti gli assunti nei tre anni. I soldi ci sono, ho già indicato le coperture".

Sempre Lezzi ha poi specificato:

"Stiamo chiedendo all'Europa di poter fare un piano straordinario delle infrastrutture. Capiamo che i conti pubblici non possono essere sfasciati, però un Paese serio deve avere la possibilità di fare investimenti: la flessibilità la chiediamo per fare investimenti, non per il bonus da 80 euro"

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