Di Maio: "Nessun ultimatum del M5S a Tria"

Il vicepremier oggi a Gualdo Tadino

Di Maio a Gualdo Tadino in Umbria

13:45 - Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e vicepremier del Governo Conte, ha parlato da Gualdo Tadino lasciando intendere di avere una posizione diversa rispetto alla collega Barbara Lezzi: "Smentisco categoricamente che siano state avanzate minacce o ultimatum", ha chiarito in merito al rapporto con il ministro dell’Economia Tria. "Non capisco perché si è voluta creare una polemica tra me, il M5s e Tria, quando il nostro unico pensiero è quello di approvare una legge di bilancio coraggiosa, ma che tenga i conti in ordine. Tutto il governo - insiste Di Maio - ha la volontà di dare pieno sostegno a Tria per ottenere i risultati prefissati".

Di Maio e il decreto d'urgenza

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio questa mattina è stato a Gualdo Tadino, in Umbria per far visita ai lavoratori della Tagina, un'azienda che si occupa di ceramiche e che è in crisi. Durante la sua visita ha parlato anche di quello che lo aspetta oggi in Consiglio dei Ministri, ossia la discussione del "decreto urgenza" con cui sarà ricostituita la cassa integrazione per cessazione.

Il vicepremier infatti ha detto:

"Oggi in Consiglio dei Ministri arriva il 'decreto urgenza' con il quale sarà ricostituita la cassa integrazione per cessazione. Quando un'azienda delocalizza all'estero e lascia gli operai in mezza a una strada potremo utilizzare ammortizzatori sociali che possano dare respiro alle famiglie. Questo strumento era stato tolto con il Jobs Act che ha fatto tanti danni, ma noi lo stiamo smantellando"

Un mese fa Di Maio aveva annunciato questo provvedimento nel corso di un'intervista rilasciata al Corriere della Sera e aveva spiegato:

"Mi sto battendo per risolvere il problema dei prenditori che se ne vanno all'estero e, come ha fatto la Bekaert, lasciano 318 famiglie in strada. Prima, se un'azienda delocalizzava, i lavoratori avevano la Cassa integrazione per 36 mesi, circa l'80% dello stipendio. Da quando il Jobs Act l'ha eliminata finiscono nel vortice dei centri per l'impiego a 50 o 60 anni"

I decreti attuativi del Jobs Act del governo Renzi, infatti, hanno fatto venire meno, dal 1° gennaio 2016, la possibilità di accedere al trattamento straordinario di integrazione salariale per la causale di cessazione di attività anche parziale.

Il problema, anche per questo provvedimento di Di Maio che sarà oggi discusso dal governo, è come sempre quello delle coperture, perché chiaramente non si tratta di una mossa a costo zero, ma avrà un alto prezzo da pagare.

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