Myanmar, Aung San Suu Kyi difende la condanna di due giornalisti

"I due avranno tutto il diritto di fare appello contro la sentenza e spiegare perchè, secondo loro, è sbagliata"

Una nuova bufera si è abbattuta sul premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, Consigliere di Stato del Myanmar e Ministro dell'Ufficio del Presidente, dopo le polemiche che l'avevano travolta a proposito della sua posizione nel genocidio dei Rohingya musulmani in Myanmar, vicina a quella dell'Esercito che ha portato avanti il massacro.

Aung San Suu Kyi è intervenuta in queste ore sull'arresto di due giornalisti di Reuters, rinchiusi in carcere e condannati all'inizio del mese a 7 anni di carcere per aver violato atti segreti di stato mentre indagavano sulle violenze nei confronti dei Rohingya, difendendo di fatto il verdetto emesso nei loro confronti.

I due, Wa Lone e Kyaw Soe Oo, arrestati mentre erano in possesso di documenti riservati, hanno sempre proclamato la propria innocenza e hanno accusato la polizia di averli incastrati. Secondo Suu Kyi, invece, i due avrebbero infranto la legge e la sentenza nei loro confronti "non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione".

L'ONU ha accusato il Myanmar di aver avviato una campagna contro i giornalisti e per giorni Suu Kyi ha taciuto. In queste ore, invece, ha voluto rispondere alle dure critiche della comunità internazionale che da tempo, visto il suo comportamento, chiedono a gran voce la revoca del Nobel per la Pace:

Non sono stati arrestati perchè erano giornalisti, ma perchè la Corte ha deciso che avevano violato l'Official Secrets Act. I due avranno tutto il diritto di fare appello contro la sentenza e spiegare perchè, secondo loro, è sbagliata.

Chi sperava in un intervento di Aung San Suu Kyi in supporto dei due giornalisti del Myanmar dovrà quindi prendere atto di come la posizione di colei che di fatto è la leader del Paese ha ora una una posizione assolutamente in linea con quella dell'esercito, che pure ha un'enorme influenza nel Paese.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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