Caso Diciotti: non ci fu alcun ordine formale per il blocco e lo sbarco dei migranti

E il porto di Catania non fu indicato come luogo di sbarco.

Diciotti non ci fu un ordine formale

Il Tribunale dei Ministri sta indagando sul caso della nave Diciotti della Guardia Costiera che è rimasta per giorni attraccata al porto di Catania con oltre 170 migranti a bordo. L'unico indagato è Matteo Salvini, ministro dell'Interno, per sequestro di persona aggravato (per la presenza di minori).

Ricordiamo che l'intervento del Tribunale dei Ministri si è reso necessario dopo che la Procura di Palermo ha deciso di indagare su Salvini e sta decidendo anche di chi sia la competenza su questo caso, cioè se è effettivamente di Palermo o di Catania. Dipenda, sostanzialmente, da dove è cominciato lo sbarco. Se è iniziato nelle acque di Lampedusa, allora la competenza resta alla Procura di Palermo, se invece il trattenimento dei migranti è cominciato quando la nave aveva già attraccato, allora la competenza passerebbe a Catania.

I tempi dell'indagine si stanno allungando per un motivo ben preciso: non c'è stato un ordine formale per trattenere i migranti a bordo della nave Diciotti, né per farli sbarcare. In pratica tra il ministero dell'Interno e la Guardia Costiera ci sono stati solo contatti e scambi di informazioni generiche e non è facile stabilire chi, quando e dove ha deciso di far sbarcare i migranti, ma nemmeno capire come arrivò l'ordine di trattenerli a bordo per giorni.

Ora, dunque, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la catena di comando. Secondo il Procuratore di Agrigento Luigi Pattinaggio, non è possibile risalire alle responsabilità anche gerarchiche di un ordine illegittimo per quanto non impartito nelle forme dovute oppure soltanto adombrato.

Il Tribunale dei Ministri presieduto da Fabio Pilato sta ascoltando il capitano di fregata Massimo Kothmeir, il capo di gabinetto di Salvini, Matteo Piantedosi, che la Procura di Agrigento aveva considerato indagato mentre per quella di Palermo è solo un teste, poi i comandanti delle capitanerie di porto di Porto Empedocle e di Catania, il responsabile dell'ufficio circondariale marittimo di Lampedusa, il capo del Dipartimento delle libertà civili, Gerarda Pantalone, e il suo vice Bruno Corda. Poi, probabilmente, ci sarà l'interrogatorio di Matteo Salvini. Insomma, per ora gli unici ordini sono quelli che il ministro dava tramite le dirette Facebook...

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