Germania, sminuì aggressioni razziste: capo dell'intelligence costretto a dimettersi

Hans-Georg Maassen

Sminuire gli episodi di violenza, in modo particolare quelli ai danni delle minoranze compiuti per il semplice fatto che si tratta di minoranze, può avere delle gravi conseguenze agli occhi dell'opinione pubblica. Ne sa qualcosa il governo tedesco, che non può accettare alcun sospetto di legame coi gruppi di neonazisti che ancora oggi regnano sul territorio tedesco.

E da oggi ne sa qualcosa anche il capo dell'intelligence interna tedesca (BfV), costretto a dimettersi dopo aver sminuito la caccia ai migranti messa in atto a fine agosto nella cittadina di Chemnitz, nel nord-est della Germania, da parte di un gruppo di estremisti di destra dopo l'omicidio, avvenuto poche ore prima, del cittadino tedesco Daniel Hillig da parte - si presume, le indagini sono ancora in corso - di un cittadino iracheno e uno siriano.

Quell'omicidio diede il via a una serie di aggressioni ai danni di migranti residenti a Chemnitz da parte di gruppi di estrema destra. Una vera e propria caccia al migrante per "vendicare" il tedesco ucciso, tutto documentato da foto e video che hanno fatto il giro dei media di tutto il Mondo, in particolare il video che trovate qui sotto, diffuso via Twitter:

Hans-Georg Maassen, aveva sminuito quegli episodi, sostenendo che non ci fossero informazioni attendibili a sostegno di queste presunte persecuzioni ai danni di migranti o di chiunque apparisse straniero agli occhi degli aggressori.

Di fronte a quelle dichiarazioni, in tanti avevano visto una sorta di supporto a quelle aggressioni e una simpatia per i gruppi di estrema destra e per questo avevano iniziato a chiedere le dimissioni di Maassen.

Oggi il governo di Angela Merkel, che pure era diviso sulla questione, ha preso una decisione: Hans-Georg Maassen dovrà dimettersi dal ruolo ricoperto fino a questo momento e diventerà segretario di Stato al Ministero dell'Interno. Non un licenziamento troppo drastico, insomma, ma più di qualche passo indietro nella gerarchia delle responsabilità.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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