Olimpiadi 2026, Salvini: "Se Torino si ritira, Governo sostenga chi resta". Appendino: "candidatura a tre sbagliata"

Il governatore del Veneto Luca Zaia: "Siamo pronti a rinunciare al nome". Appello a Chiara Appendino.

Matteo Salvini su Olimpiadi Italia 2026

15.42 - Il sindaco di Torino Chiara Appendono risponde a Matteo Salvini sulla candidatura per le olimpiadi 2026: "Torino non si è tirata indietro, ha chiesto di avere chiarezza su certi elementi. La bozza di protocollo mandata dal sottosegretario Giorgetti non dava queste risposte. Se si decide di fare un percorso deve essere chiaro". Secono il primo cittadino: "L'errore di fondo è stato provare a costruire una candidatura a 3.Sono candidature complesse, mai fatte, si poteva scegliere Torino o una altra città. Riteniamo il nostro modello fosse il migliore, molto più semplice nella gestione-costruzione dell'evento".

Aggiornamento ore 12:05 - Durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati dell'operazione "Spiagge sicure" il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha commentato anche il caso della candidatura italiana alle Olimpiadi Invernali 2026 e ha detto che se Torino si ritira il Governo dovrebbe sostenere chi resta candidato, quindi Milano e Cortina, che, tra l'altro, si trovano in regioni governate dalla Lega (con Attilio Fontana e Luca Zaia).

Appello di Zaia e Malagò ad Appendino


Appello di Malagò e Zaia ad Appendino su Olimpiadi 2026

Anche se ieri sera il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti, della Lega, ha detto che la candidatura dell'Italia a ospitare le Olimpiadi Invernali 2026 "è morta" a causa del mancato accordo tra le tre città coinvolte, Milano, Torino e Cortina, oggi ci sono appelli da parte dei governatori leghisti per fare in modo che la città che ha fatto saltare il banco, ossia Torino, ci ripensi. La questione è infatti che se Torino resta fuori, la candidatura che Milano e Cortina intendono comunque portare avanti non avrebbe il sostegno del Governo e dunque avrebbe meno chance di vincere e costi più elevati a carico delle rispettive regioni, Lombardia e Veneto, entrambe a guida leghista con Attilio Fontana e Luca Zaia.

L'APPELLO DI GIOVANNI MALAGÒ - Il Presidente del Coni Giovanni Malagò questa mattina è intervenuto nel corso della trasmissione di Radio Uno Radio Anch'io e ha fatto un ultimo appello a Chiara Appendino:

"Questa non è una sfida o una prova muscolare, approfitto per fare un ultimo appello alla sindaca Chiara Appendino, avevo battezzato io il tridente. Con una candidatura a due è sicuro che l'Italia ha meno possibilità di vincere, non avendo le garanzie del Governo. Siamo ancora in tempo, non credo che Losanna non ci prenda in considerazione, oggettivamente è assolutamente aperta. Io sono un inguaribile ottimista, ci sono non solo i 980 milioni per le Olimpiadi. Noi rinunciamo anche al tema del posizionamento del nome, è un peccato sciupare questa opportunità"

Malagò cerca di non fare polemica con il Governo Conte:

"Non voglio fare polemica perché credo non serva a nulla. Riguardo al Coni le cose non stanno così, è fin troppo evidente. Da quando si è cominciato a parlare della candidatura abbiamo cominciato a parlare di ticket Milano-Torino, poi si è aggiunta Cortina e poi avendo tre candidature ci siamo rivolti al Governo. E il governo ha detto che dovevamo procedere, ma ci doveva essere coesione totale e massima attenzione ai costi. L'idea a tre era stata recepita dal Governo e poi sostenuta dal Cio, noi abbiamo fatto quello che ci ha chiesto il Governo. A me non piace dire chi ha la colpa, il Governo ha fatto degli incontri e ognuno ha esposto le sue istanze, poi il governo ha preso atto e ha mandato una lettere nella giornata di giovedì chiedendo un giudizio sul tridente. Sala aveva posto due condizioni, la governance e che nel nome Milano doveva essere per prima, una richiesta che non mi sembra una richiesta inaccettabile. Infine è arrivata la terza lettera della Appendino che rimaneva alla delibera del consiglio comunale che non faceva riferimento al tridente volendo far partecipare Torino da sola. È stato evidente che a fare saltare tutto è stata Torino. Poi Giorgetti è andato in audizione Parlamento dicendo che non c'era condivisione. Peccato, eravamo a un centimetro da una cosa vincente e potevamo dimostrare di essere un Paese che supera gli steccati e che si vuole bene"

LE DICHIARAZIONI DI LUCA ZAIA - Anche il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, è intervenuto sul caso stamattina e ha detto:

"Senza le garanzie del Governo è difficile, ma io spero che questo non accada perché è chiaro che per sole due città trovare 400 milioni non è una cosa da poco. Ma spero sempre nel sostegno del Coni e l'appello al Governo resta aperto. Noi con Cortina abbiamo presentato un dossier chiaro, dettagliato, assolutamente low cost, da noi è mai stato registrato uno spreco"

LE DICHIARAZIONI DI ATTILIO FONTANA - Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, sempre a Radio Anch'io, ha detto:

"È curioso che se eravamo in tre lo Stato metteva le garanzie e in due non le mette più. Credo che come regioni si possano garantire le coperture e poi trovare privati come sponsor"

LE DICHIARAZIONI DI SERGIO CHIAMPARINO - Anche il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino (Pd) sostiene l'appello di Luca Zaia e, facendo riferimento alle lettere della scorsa settimana del sindaco di Milano Giuseppe Sala e della sindaca di Torino Chiara Appendino, ha detto:

"Penso ci sia ancora tempo. Faccio mio l’appello di Luca Zaia. Il problema è che la candidatura sia delle tre città e non di una sola, se è così io sono pronto a venire a Roma e sedermi a un tavolo. Così invece si rischia di essere meno forti. La Sindaca Appendino ha mandato quella lettera a fronte della richiesta di Milano di essere capofila. Se problema è il posizionamento nel logo non c’è problema"

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