Aquarius, la Francia blocca l'arrivo a Marsiglia e anche l'UE si tira fuori

Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiere (Msf) denunciano: "Le persone continueranno a morire in mare e che nessun testimone sarà presente per contare i morti"

Matteo Salvini

13.00 - L'Unione Europea non interverrà nel caso della nave Aquarius, da ore alla ricerca di un porto in cui attraccare e far scendere i 58 migranti soccorsi nel Mediterraneo. Dopo il no dell'Italia e della Francia è arrivata la replica di Natasha Bertaud, portavoce della Commissione europea per la Migrazione, che tira fuori l'UE dalla vicenda.

La situazione legale dell'Aquarius 2 è questa: è una nave senza bandiera europea, e ha operato in un'area di ricerca e salvataggio libica. Non impegna la responsabilità europea.

Nessun Paese UE si è fatto avanti per accogliere la nave e i migranti, che a questo punto sono di fatto lasciati in balia di sé stessi, mentre l'equipaggio aveva lanciato l'allarme a causa del maltempo e del mare mosso, chiedendo un intervento:

Le condizioni meteo stanno peggiorando e nelle prossime ore aspettiamo mare con onde fino a 5 metri. Per questo diventa importante e fondamentale trovare un porto per sbarcare in sicurezza tutte queste persone.

25 settembre 2018 - La nave Aquarius si prepara ad un altro stallo. La Francia, infatti, ha negato all'imbarcazione, che sta trasportando 58 migranti salvati nel Mediterraneo, l'attracco al porto di Marsiglia, individuato dal comandante come il più vicino disponibile, vista la chiusura di quelli italiani ribadita nelle scorse ore dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Il Ministro dell’Economia della Francia, Bruno Le Maire, ha escluso l'arrivo dell'imbarcazione in acque francesi, almeno per ora:

Per ora, la Francia dice no. Se non definiamo delle regole comuni, non riusciremo ad affrontare la sfida dell’immigrazione.

Aquarius, Panama blocca la nave: "pressioni dal Governo italiano". Salvini nega ma Ong conferma

17.25 - L'Italia non ha fatto pressioni sul governo panamense per rimuovere la bandiera alla nave Aquarius? È una bugia, le ha fatte eccome, dice il vicedirettore delle Ong Sos Mediterranee, Pierre Mendharat, in conferenza stampa a Parigi.

Aquarius, Panama blocca la nave: "pressioni dal Governo italiano"

Aggiornamento 23 settembre ore 23.30 - Matteo Salvini ha risposto al comunicato di Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiere, sostenendo che non ci sarebbero state pressioni del Viminale su Panama: "Nessuna pressione del Viminale su Panama. È evidente che nessun Paese al mondo voglia prendersi la responsabilità di essere identificato con una nave che intralcia le operazioni di soccorso in mare, rifiuta il coordinamento con la guardia costiera libica, attacca alcuni governi democratici come quello italiano, pretende di distribuire dei clandestini in Europa e carica decine di persone pur essendo oceanografica. Per questi signori i porti italiani continueranno a restare chiusi".

La versione di Salvini è dunque molto differente da quella offerta dalle due Ong, che hanno chiaramente scritto di aver riportato quello che gli era stato riferito dalle autorità panamensi. A questo punto possiamo solo attendere con maggiore curiosità la conferenza stampa indetta dalle due Ong, che si terrà domani alle 15 a Parigi.

L'autorità marittima di Panama ha comunicato alla Ong Sos Méditerranée di aver revocato l'iscrizione dai propri registri della nave Aquarius, tornata recentemente in mare aperto con l'obiettivo di occuparsi di operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiere - che offre assistenza medica a bordo della Aquarius - si sono dette "sconvolte dall'annuncio da parte dell'Autorità marittima di Panama di essere stata costretta a revocare l'iscrizione dell'Aquarius dal proprio registro navale sotto l'evidente pressione economica e politica delle autorità italiane". E poi: "Questo provvedimento condanna centinaia di uomini, donne e bambini, che sono alla disperata ricerca di sicurezza ad annegare in mare e infligge un duro colpo alla missione umanitaria dell’Aquarius, unica nave gestita da una Ong rimasta per la ricerca e il soccorso nel Mediterraneo centrale".

Nel loro comunicato congiunto "entrambe le organizzazioni chiedono ai governi europei di consentire all’Aquarius di continuare la sua missione, facendo sapere alle autorità panamensi che le minacce del governo italiano sono infondate o garantendo immediatamente una nuova bandiera per poter continuare a navigare".

Panama ha comunicato la notizia sabato scorso e "il team a bordo di Aquarius è rimasto scioccato quando ha saputo che le autorità panamensi avevano informato ufficialmente Jasmund Shipping, il proprietario della nave, della richiesta delle autorità italiane a prendere 'azioni immediate' contro l'Aquarius. Nel messaggio ricevuto dall'Autorità marittima di Panama si legge che 'sfortunatamente è necessario che [l'Aquarius] sia esclusa dal nostro registro perché la sua permanenza implicherebbe un problema politico per il governo e per la flotta panamense in direzione dei porti europei'. Questo messaggio è arrivato nonostante l’Aquarius abbia completato con successo tutte le procedure di registrazione, essendo conforme agli standard elevati previsti dai regolamenti marittimi di Panama".

Sos Méditerranée e Msf denunciano "fortemente queste azioni che dimostrano fin dove il governo italiano voglia spingersi, mentre la sola conseguenza è che le persone continueranno a morire in mare e che nessun testimone sarà presente per contare i morti".

Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per Msf ha aggiunto: "I leader europei sembrano non avere scrupoli nell'attuare tattiche sempre più offensive e crudeli che servono i propri interessi politici a scapito delle vite umane. Negli ultimi due anni, i leader europei hanno affermato che le persone non dovrebbero morire in mare, ma allo stesso tempo hanno perseguito politiche pericolose e male informate che hanno portato a nuovi minimi la crisi umanitaria nel Mediterraneo centrale e in Libia. Questa tragedia deve finire, ma ciò può accadere solo se i governi dell'Ue permetteranno all’Aquarius e alle altre navi di ricerca e soccorso di continuare a fornire assistenza salva-vita e a testimoniare dove è così disperatamente necessario".

Sempre nel comunicato si legge: "Le notizie dell’Autorità marittima di Panama sono arrivate mentre le équipe a bordo dell’Aquarius erano impegnate in un’operazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale. Nelle ultime 72 ore, Aquarius ha aiutato due imbarcazioni in difficoltà e ora ha 58 persone a bordo, molte delle quali sono psicologicamente provate e affaticate dalla traversata in mare e dalle esperienze in Libia e per questo hanno bisogno urgentemente di sbarcare in un luogo sicuro come richiede il diritto internazionale marittimo. L’Aquarius ha sempre agito in piena trasparenza operando sotto il coordinamento di tutti i centri marittimi competenti e nel rispetto delle leggi marittime e delle convenzioni internazionali".

Salvini qualche ora fa aveva anticipato questa notizia attraverso un post su Facebook, nel quale aveva ribadito la linea dura del Governo italiano: "Nelle ultime ore i trafficanti di esseri umani hanno ripreso a lavorare, riempiendo barchini e approfittando della collaborazione di qualche Ong.Tra queste c’è “Aquarius 2”, che poco fa ha recuperato 50 persone al largo di Zuara e che, secondo alcuni quotidiani, sta per essere cancellata anche dai registri navali di Panama perché “è illegale e non rispetta le procedure”. Altri due gommoni, con a bordo 100 immigrati ciascuno, sarebbero in navigazione. Pensare che, dopo il caso Diciotti, le partenze dalla Libia si erano azzerate! Possono cambiare nome e bandiera altre mille volte: ma per questi signori i PORTI italiani restano CHIUSI e DENUNCERÒ per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina chi aiuta gli scafisti".

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