Manovra, Boeri al governo: "Condono previdenziale? Un suicidio"

Il presidente Inps contro l'ipotesi che circola in vista della manovra

boeri-condono contributivo

Se il condono previdenziale si farà davvero sarà un suicidio. Parola del presidente dell'Inps Tito Boeri già abbastanza inviso al governo, soprattutto all'ala verde della compagine Lega-M5s, per via della sua posizione sui migranti che lavorano, pagano i contributi e contribuiscono a tenere in piedi il sistema.

Il numero uno dell'Istituto nazionale di previdenza sociale all'Ansa ha spiegato che il provvedimento ventilato nella prossima Legge di bilancio, appunto il condono contributivo, "rischia di vanificare i risultati raggiunti finora che sono invece incoraggianti".

Questo perché il condono previdenziale "darebbe la possibilità a chi non ha versato i contributi di sanare la situazione in modo agevolato"; così si "aumenta la spesa e si indeboliscono le entrate". Boeri ha parlato "un immediato effetto negativo sulla spesa. Non è un caso che finora, a parte un condono tombale dei primi anni Duemila, non si sia mai fatto. È un’operazione suicida".

Boeri si è detto contrario anche al versamento di contributi per chi non è evasore ma vuole riscattare il periodo di studi della laurea o coprire buchi contributivi.

Una simile opzione "creerebbe un’asimmetria di trattamento tra chi ha pagato a caro prezzo il riscatto della laurea e chi lo fa in seguito con lo sconto. Contrasta con la logica assicurativa. E’ un’ipotesi pericolosissima. Accentua il divario tra contributi versati e prestazioni erogate, soprattutto per coloro nel regime misto proprio nel momento in cui si dice di voler fare una operazione opposta sulle pensioni elevate e sui vitalizi".

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