Ponte Morandi, il 2 ottobre il primo sopralluogo dei periti: le conclusioni a metà dicembre

La nuova udienza è fissata per il 17 e il 18 dicembre 2018. Fino a quella data non si potrà procedere con la demolizione del ponte.

Viadotto Morandi, Genova

14.00 - Il giudice per le indagini preliminare ha dato ai tre periti 60 giorni di tempo per effettuare i sopralluoghi su ciò che resta di ponte Morandi, raccogliere i reperti e catalogarli.

La nuova udienza è stata fissata per il 17 e il 18 dicembre prossimi e in quell'occasione i tre periti discuteranno le conclusioni della loro perizia. Nel corso dell'incidente probatorio di oggi è stata anche fissata la data del primo sopralluogo dei periti, che si svolgerà il 2 ottobre prossimo in presenza dei consulenti degli indagati e dei familiari delle vittime.

Questo, come spiegavamo stamattina, significa che almeno fino alla metà di dicembre non si potranno effettuare gli interventi di demolizione di ciò che resta di ponte Morandi.

Ponte Morandi, oggi il primo incidente probatorio per il crollo

È iniziato stamattina nell'aula bunker del Palazzo di Giustizia di Genova l'incidente probatorio nell'ambito delle indagini sul crollo di ponte Morandi lo scorso 14 agosto, costato la vita a 43 persone.

All'udienza, rigorosamente a porte chiuse, sono stati ammessi soltanto i 22 indagati e i familiari delle vittime e dei feriti, ovviamente accompagnati dai relativi legali.

Si tratterà di un'udienza piuttosto veloce, almeno in teoria, che servirà per permettere al giudice per le indagini preliminari, Angela Nutini, di verificare la correttezza delle notifiche inviate alle persone coinvolte e per conferire ufficialmente l'incarico ai tre periti nominati lo scorso 13 settembre: Gianpaolo Rosati del Politecnico di Milano, Massimo Losa dell’università di Pisa e Bernhard Elsener dell’università di Zurigo.

I tre esperti dovranno effettuare le analisi sulle parti del viadotto rimaste in piedi, ma anche le parti crollate e quelle che dovranno essere abbattute, al fine di raccogliere tutti gli elementi che potranno essere utili alle indagini e al successivo processo.

Solo dopo la conclusione dei rilievi - sarà il gip a fissare la scadenza per la presentazione degli esiti fino ad un massimo di 90 giorni - si potrà dare il via alla demolizione di ciò che resta del viadotto Morandi.

In questa prima fase non si cercheranno di individuare le cause del crollo. Per quello verrà fissato successivamente un nuovo incidente probatorio. Le famiglie delle vittime sono ben consapevoli che arrivare alla verità richiederà parecchio tempo. Lo ha confermato l'avvocato Andrea Martini, legale della famiglia Robbiano:

L’incidente probatorio non sarà semplice, sarà lungo perché quello di oggi è il primo. Poi ce ne sarà un altro che riguarderà la predisposizione del protocollo operativo per repertare le prove e procedere allo smantellamento del ponte.

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