Rai, Marcello Foa alla Commissione Vigilanza: "Garantirò il pluralismo"

Il Presidente designato fa una gaffe su Twitter...

Marcello Foa

Marcello Foa, Presidente della Rai designato dal Governo Conte e votato dal Consiglio di amministrazione della Rai, è stato ascoltato oggi dalla Commissione Vigilanza Rai, che dovrà decidere se potrà essere realmente il numero 1 della tv pubblica oppure no.

Durante la sua audizione Foa ha sottolineato più volte di non essere un "politico", di non aver mai avuto la tessera di alcun partito e di volersi porre come garante del pluralismo, anche se è in realtà è visto come un Presidente estremamente di parte ed eccessivamente vicino, in particolare, a Matteo Salvini. Foa ha anche dovuto spiegare il suo ruolo nel gruppo editore del Corriere del Ticino e ha detto:

"Nel gruppo del Corriere del Ticino c'erano testate di diverso orientamento politico. Il mio ruolo non era di incidere sui contenuti delle testate ma di far sì che potessero svolgere nel modo migliore e con le risorse adeguate, senza alcuna intromissione"

Poi ha aggiunto:

"Sono abituato a discernere tra le mie opinioni e i doveri del mio ruolo di garante del pluralismo e della qualità del giornalismo, principi a cui mi ispirerò se mi sceglierete. Non ho mai militato in un partito politico, non ho mai preso una tessera, non ho mai cercato appoggi politici per far carriera. Sono stato sempre coerente con me stesso, cercando di fare con umiltà il mio mestiere in base agli insegnamenti dei maestri, da Montanelli e Cervi"

Foa ha sottolineato più volte che il mandato che ha ricevuto è professionale e non politico:

"Il mandato che ho ricevuto dal governo non è politico, ma professionale, fa appello al mio percorso professionale, e io intendo onorarlo in nome dei valori del giornalismo"

Per quanto riguarda i suoi "piani" per la Rai ha detto:

"Il mio obiettivo è far crescere la Rai, sviluppare un'informazione corretta, oggettiva, premiare la professionalità e la meritocrazia, promuovere e ampliare la straordinaria missione culturale della Rai: obiettivo che condivido con l'ad Fabrizio Salini che ho avuto modo di apprezzare per rigore morale, professionalità e serietà. So bene che il ruolo di presidente è diverso da quello di ad: non mi permetterò di andare oltre le mie competenze, al mandato di presidente mi atterrò scrupolosamente"

Ha anche sottolineato di voler conquistare anche il pubblico giovane e di voler puntare sul web, conoscendo bene i nuovi "concorrenti" come Amazon Prime Video o Netflix.
Foa avrà sicuramente i voti, oltre che di Lega e M5S, anche di Forza Italia, infatti Giorgio Mulè ha già annunciato che i forzisti lo voteranno. Non avrà invece i voti del Pd, che lo ha attaccato piuttosto duramente. Davide Faraone ha detto che Foa non ha le competenze per fare il dirigente Rai e ha ricordato che suo figlio lavora nello staff social di Matteo Salvini, Salvatore Margiotta gli ha chiesto se intende trasformare gli studi Rai in "Russia Today", mentre Francesco Verducci gli ha detto che ha commesso uno sfregio quando, invece di ritirare la propria candidatura, ha deciso di andare avanti. Foa, ricordando un suo tweet contro il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha replicato:

"Non è stata mai e mai sarà mia intenzione offendere e mancare di rispetto al presidente Mattarella, non è nel mio costume"

Marcello Foa e la gaffe su Twitter


Marcello Foa gaffe Twitter deposizione

Su Twitter oggi Marcello Foa ha fatto una gaffe usando la parola "deposizione" invece di "audizione" davanti alla Commissione Vigilanza Rai. Segno evidente che ha vissuto questa giornata con una certa tensione. Poi si è corretto da solo con un secondo tweet, ma intanto Davide Faraone glielo ha fatto notare, dicendo che con quella parola ha mancato di rispetto alla Commissione.

Foto © Camera dei Deputati

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