Conte: "Debito/Pil giù in tre anni". Di Maio cauto: "Per il 2020 e 2021 si vedrà"

Oggi nuovo vertice a Palazzo Chigi per definire i dettagli della manovra.

Vertice a Palazzo Chigi

12.35 - Il vicepremier Luigi Di Maio è intervenuto stamattina sui lavori in corso in queste ore a Palazzo Chigi, confermando di fatto le parole del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ma preferendo non esprimersi sulle cifre emerse in mattinata sul rapporto debito/Pil per i prossimi tre anni.

Di Maio si è limitato a confermare il 2,4% per il 2019, che è la cifra su cui si è trovato l'accordo, ma sui due anni successivi preferisce andarci cauto:

La cifra del 2,4% è confermata nel 2019, poi si vedrà. Per il 2020 e 2021 stiamo vedendo di abbassare il rapporto con taglio sprechi e più investimenti, la crescita ci consentirà di ridurre il debito. Noi non taglieremo nulla alle spese sociali, questo deve essere chiaro. E soprattutto, il 2,4% nasce proprio dall'esigenza di tenere i conti in ordine su questi obiettivi.

Quel 2,2% per il 2020 e il 2% per il 2021 non sono quindi confermate dall'esecutivo di Giuseppe Conte, anche se l'obiettivo che si sta cercando di raggiugnere in queste ore di vertice è proprio quello di abbassare quel rapporto.

3 ottobre 2018 - Il vertice di ieri sera a Palazzo Chigi, che riprenderà in mattinata, sembra aver portato un primo risultato che potrebbe placare le polemiche in Europa e scongiurare quindi la bocciatura della manovra.

Molto è ancora da definire, ma stando alle ultime indiscrezioni si starebbe lavorando per far scendere il debito pubblico più velocemente di quanto ipotizzato in un primo momento. Il rapporto debito/Pil sarà del 2,4% nel 2019, proprio come già annunciato, ma dovrebbe scendere nei due anni successivi: 2,2% nel 2020 e 2% nel 2021.

Il nuovo vertice a Palazzo Chigi dovrebbe tenersi in tarda mattinata.

22:00 - Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dei Ministri, ha parlato al termine del vertice di Palazzo Chigi. "Confermiamo le anticipazioni sulla Manovra che ci avevano indotto a definirla seria, razionale e coraggiosa - ha dichiarato il premier tramite una nota al termine dell'incontro - Confermiamo il programma delle riforme annunciate che partiranno già dal 2019. Abbiamo lavorato a disegnare la Manovra in modo da accelerare la discesa del rapporto debito/Pil in modo consistente nell'arco del triennio".

Al vertice di questa sera, durato circa due ore, hanno preso parte anche i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e quello degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Secondo quanto riferisce l’Ansa, erano presenti anche i due viceministri dell'Economia Massimo Garavaglia e Laura Castelli. Domattina ci dovrebbe essere un nuovo vertice a Palazzo Chigi con la manovra all’ordine del giorno.

Conte | "Euro per noi irrinunciabile"

Giuseppe Conte su euro ed Europa

Stamani lo spread ha sfondato quota 300, tutto mentre è in corso l'Ecofin, che però il nostro ministro dell'Economia Giovanni Tria ha abbandonato in anticipo. Il Premier Giuseppe Conte ha sentito la necessità di una dichiarazione pubblica, affidata come spesso avviene a Facebook, in cui prova a calmare gli animi sottolineando che non è intenzione dell'Italia uscire dall'euro:

"L’Italia è un Paese fondatore dell’Unione Europea e dell’Unione Monetaria e ci tengo a ribadirlo: l’euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile. Qualsiasi altra dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi come una libera e arbitraria opinione che non ha nulla a che vedere con la politica del Governo che presiedo, perché non contemplata nel contratto posto a fondamento di questa esperienza di governo. Stiamo ultimando i dettagli di una manovra seria e coraggiosa, volta a sostenere la crescita nel segno dello sviluppo sostenibile e dell’equità sociale"

La frase "qualsiasi dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi con una libera e arbitraria opinione" è molto probabilmente un riferimento alle dichiarazioni del leghista Claudio Borghi, presidente della Commissione Bilancio della Camera, che ha detto che "l'Italia con una propria moneta risolverebbe gran parte dei proprio problemi". Il Premier ha poi fatto riferimento alla manovra economica:

"Il pacchetto di misure che stiamo mettendo a punto intende coniugare equità ed efficienza, perché all’introduzione di uno strumento fondamentale contro la povertà come il reddito di cittadinanza si accompagnano profonde riforme strutturali del mercato del lavoro, come la riforma dei centri per l’impiego, e misure fondamentali per dare impulso agli investimenti come la semplificazione del codice degli appalti, la deburocratizzazione della P.A. e la riforma del codice civile e del processo civile. Inoltre, riformiamo il sistema fiscale alleggerendo la pressione per i professionisti e per le imprese che investono ed assumono, aiutandole a progettare e a costruire il proprio futuro"

Infine Conte ha accennato al "più grande piano di investimenti della storia italiana", enfatizzato nei giorni scorsi anche da Luigi Di Maio (ma che nessuno ha ancora visto), e ha ribadito il rispetto delle istituzioni europee:

"Abbiamo poi predisposto il più grande piano di investimenti della storia italiana, ampliando di 15 miliardi nei prossimi tre anni lo stanziamento di 38 miliardi già previsto per i prossimi quindici anni. Vogliamo dare al Paese infrastrutture moderne e sicure, rendendolo un laboratorio permanente di innovazione e sviluppo. Tutto il governo, compatto, è al lavoro con questo obiettivo.
Noi rispettiamo le nostre prerogative sovrane e rispettiamo altresì le Istituzioni dell’Unione Europea che abbiamo contribuito a fondare e che rimane la nostra casa comune.
Ci avviamo a dialogare con le Istituzioni europee con serenità e rispetto dei ruoli, fiduciosi di poter dimostrare, carte alla mano, la bontà del lavoro sin qui fatto"

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