Salvini, grave scivolone social: pubblica un video contro Mimmo Lucano, ma a parlare è un uomo vicino alla 'ndrangheta

Pietro Zucco è un prestanome del clan Ruga Metastasio, condannato dalla Cassazione nel 2015.

Salvini scivolone social con mafioso

Potremmo dire che il problema è che un ministro dell'Interno che dice che la mafia, la camorra e la 'ndrangheta gli fanno schifo, poi usa un video di un uomo vicino a un noto clan (e condannato in Cassazione in quanto prestanome) per colpire un "nemico comune", in questo caso il sindaco di Riace Mimmo Lucano. Ma in questo caso il vero problema non è questo (o comunque non il più grave), quanto il fatto che Matteo Salvini propini notizie ai suoi tre milioni di follower senza preoccuparsi di verificarle. Non ha ancora capito che ricopre un importantissimo ruolo istituzionale e la propaganda e la disinformazione dovrebbe combatterle, non favorirle.

Invece Salvini ha pubblicato sabato 6 ottobre un post in cui ha scritto:

"Oggi la sinistra (tra cui la Boldrini...) ha manifestato solidarietà al sindaco di Riace, finito ai domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Quando hanno indagato me, l’Associazione Nazionale Magistrati ha difeso il pm dichiarando 'basta interferenze', ora diranno le stesse cose?
Nel frattempo, se avete 2 minuti sentite cosa diceva questo cittadino di Riace parlando del sindaco..."

Il post è accompagnato da un video di un blog che si chiama "Calabria Magnifica Tv" in cui parla un "cittadino di Riace", che però non è uno qualunque. L'uomo dice il suo nome, Pietro Zucco, e giornali e siti web, quelli contro i quali il governo giallo-verde punta tante volte il dito, hanno verificato scoprendo che si tratta di un uomo molto vicino alla 'ndrangheta. Ma i primi a reagire sono stati alcuni follower di Salvini, più informati di lui, che gli hanno fatto notare la gaffe.

Zucco è stato vicesindaco di Riace (prima che arrivasse Mimmo Lucano) e nel frattempo gestiva il ristorante La Scogliera, di proprietà del boss Cosimo Leuzzi, che ora al 41 bis. Poi, dopo che il ristorante è stato confiscato dalla Dda (Direzione Distrettuale Antimafia), ha gestito la cava di Stilo, che, sempre secondo la Dda, è riconducibile a Vincenzo Simonetti, affiliato alla cosca Ruga-Metastasio.

Nel video Zucco dice di aver lavorato per associazioni senza che gli versassero contributi, ma non ha mai lavorato nei progetti Sprar, solo qualche mese nei Cas, che con Mimmo Lucano non hanno nulla a che fare. L'associazione con cui ha collaborato si chiama Los Migrantes ed è stato da essa allontanato perché "non gradito".

Ancora per la Dda di Reggio Calabria Zucco è un prestanome della 'ndrangheta, infatti nel 2011 è stato arrestato con Simonetti e nello stesso giorno sono state sequestrate due aziende che operano nel settore del movimento terra e calcestruzzo della cosca Ruga-Metastasio. In pratica Zucco, con la cooperativa di cui era rappresentante legale, permetteva a Simonetti di continuare a gestire la cava che gli era stata sequestrata. Simonetti, sia chiaro, per la Guardia di Finanza è uno degli uomini di punta del clan Ruga-Metastasio. Nel 2015 è stato anche condannato dalla Cassazione.

Dal punto di vista politico, Zucco, che, come detto, è stato vicesindaco, faceva parte dell'area che Lucano ha sconfitto e ora è iscritto a Noi con Salvini. Nonostante il ministro, ma anche altri politici di destra come Giorgia Meloni, lo abbiano presentato ai loro follower come un cittadino di tutto rispetto, nel suo paese tutti sanno chi è e non lo considerano affatto un loro degno rappresentante, proprio per i suoi stretti legami con la 'ndrangheta.

In tutto questo, Salvini e il suo staff non hanno chiesto scusa per la condivisione palesemente grave e sbagliata.

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