Draghi: "Danni da spread? Interessi più alti per famiglie e imprese"

Mario Draghi - BCE

Dopo gli ultimi avvertimenti di Unione europea e Fondo monetario internazionale su rischi derivanti dalla manovra per i conti pubblici italiani, oggi è il presidente della BCE Mario Draghi che prova a gettare acqua sul fuoco: "Sono fiducioso che tutte le parti trovino un compromesso".

Draghi guarda all'ormai imminente esame della manovra 2019 da parte della Commissione Ue, il 20 ottobre, e prova a indicare il percorso da seguire al governo Conte. Il presidente del Consiglio ieri aveva ribadito che non ci saranno modifiche sostanziali alla Legge di bilancio. Draghi non si scoraggia e spiega: "Sappiamo che ci sono procedure stabilite e accettate da tutti, ci sono state deviazioni: non è la prima volta e non sarà l'ultima".

Non è tragedia ma "bisogna abbassare i toni e sono piuttosto ottimista che sarà trovato un compromesso" ha aggiunto Draghi. Soprattuto a creare problemi, come mostra l'impennata dello spread oltre i 300 punti base, sarebbero state secondo Draghi le discussioni sulla tenuta dell'euro e dell'eurozona.

Secondo Draghi: "I dibattiti sulla esistenza dell'euro hanno creato danni reali con un forte aumento dello spread in coincidenza con tali dichiarazioni. Il risultato è che famiglie e imprese oggi pagano tassi di interesse più alti". Non è solo lo Stato a rimetterci insomma pagando rendimenti molto più alti sui bond governativi. In ogni caso il numero uno dell'Eurotower ha smentito un rischio contagio per l'Europa nell'ambito delle tensioni tra autorità Ue e governo italiano sulla manovra finanziaria.

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