Elezioni Baviera 2018: che cosa succederà ora e le ripercussioni a livello europeo. Ce lo spiega il politologo Villani-Lubelli

"Il vero test per il governo saranno le elezioni in Assia del 28 ottobre".

Le elezioni regionali in Baviera che si sono svolte ieri hanno visto il crollo di CSU ed SPD e l'exploit dei Verdi. Per capire meglio i risultati abbiamo intervistato il politologo Ubaldo Villani-Lubelli, storico delle Istituzioni politiche dell'Università del Salento, membro della rete internazionale Rub-Europadialog promossa dalla Fondazione Mercator e dall'Università
della Ruhr di Bochum in Germania, esperto di politica tedesca e autore di numerosi saggi tra cui, l'ultimo, "Unità diritto libertà. Il fattore Weimar e l'identità istituzionale in Germania". Ecco che cosa ci ha spiegato.

Proviamo a spiegare a che cosa serviva il voto di ieri in Baviera e che cosa succederà dopo questo risultato?

"La Baviera è la regione più ricca della Germania, ha un PIL che supera molti degli Stati Membri dell'Unione Europea. Inoltre in Baviera esiste la CSU che è il partito gemello della CDU di Angela Merkel. Le elezioni regionali in Baviera sono tra le più importanti di tutta la Germania. Quest'anno erano particolarmente attese in quanto da almeno tre anni CSU e CDU (che insieme formano l'Unione e governo il Paese insieme alla SPD) litigano sulla politica migratoria. La CSU vorrebbe una linea più dura, direi sovranista, rispetto alla CDU di Angela Merkel da sempre alla ricerca di una soluzione europea e condivisa con tutti gli Stati Membri.
Dopo le elezioni di ieri la geografia del potere in Baviera è cambiata. La CSU non governerà più da sola e c'è una forte parcellizzazione del consenso in ben sei partiti, molti per la tradizione della Baviera. La CSU, quasi certamente, governerà con i Freie Wähler, un movimento liberal-conservatore, euroscettico e tradizionalista. Insomma una piccola CSU, in questo senso è il male minore per i cristiano-sociali"

A che cosa è dovuto questo exploit dei Verdi?

"I Verdi traggono vantaggio dalla crisi della SPD. I Verdi, diversamente dai socialdemocratici, non hanno paura della radicalizzazione della politica. Su temi come l'ambiente, l'Europa, la crisi dei migranti e i diritti sociali sfidano le destre senza alcuna subalternità politica o culturale. Hanno il vantaggio, inoltre, di essere un partito che è stato spesso all'opposizione e a cui è difficile rinfacciare di essere parte dell'establishment. Infine, garantiscono un continuo ricambio di leadership che dà al partito sempre nuove forze"

Elezioni Baviera 2018: le conseguenze in Germania e UE


Come va interpretato invece il risultato della CSU e quello della SPD?

"La CSU è andata male ma meglio del previsto. Il 37.2 è circa un punto in meno di quanto hanno preso alle ultime elezioni federali di un anno fa, anche se sono 10 punti percentuali in meno rispetto alle ultime elezioni regionali del 2013. È un risultato che costringe la CSU a cercarsi un alleato, che dal 1966 a oggi è successo solo una volta. Il motivo fondamentale del deludente risultato della CSU si chiama Horst Seehofer, Presidente del Partito, Presidente della Baviera fino a qualche mese fa e ora Ministro degli Interni. Da anni ormai polemizza sistematicamente sia con il partito gemello della CDU sia con il suo successore Markus Söder. Questa continua tensione ha logorato la CSU. A questo si aggiunga che oggi alla destra della CSU, in Baviera, ci sono ben due forze politiche (Alternative für Deutschland e Freie Wähler) che fanno concorrenza alla CSU.
La SPD vive una crisi che va ben oltre la Baviera, è nazionale ed europea. In Baviera ha solo confermato e aggravato un trend di lunga durata. Oggi la SPD è schiacciata dalla responsabilità di governo e dall'incapacità di proporsi come una forza alternativa. La sua classe dirigente non ha la capacità di prendere delle decisioni radicali e difficili. E non dipende dall'essere al governo o all'opposizione, ma dalla volontà di incidere seriamente rispetto ai fenomeno e ai processi politico-sociali in corso. Si aggiunga che la candidata della SPD a queste elezioni in Baviera, Natascha Kohnen, era molto debole e inconsistente"

Queste elezioni possono avere conseguenze anche a livello nazionale?

"Nell'immediato non succederà nulla, a parte qualche polemica e contrasto tra i tre partiti della coalizione di governo (CDU, CSU e SPD) ma la vera resa dei conti sarà il 28 ottobre con le elezioni in Assia. Il vero test per il governo nazionale è quello. È chiaro comunque che un ciclo politico, quello di Angela Merkel, si è concluso dopo 13 anni. Un periodo lunghissimo che fisiologicamente sta finendo. Il problema serio è che non c'è un erede, da nessuna parte, né destra, né a sinistra né al centro. E per questo Merkel, forse, potrebbe anche durare ancora un po'"

Ci possono essere ripercussioni anche sull'immagine della Germania in Europa?

"Le elezioni in Baviera non avranno delle ripercussioni dirette sull'Europa. Queste elezioni lanciano all'Europa un messaggio contrastante: da un parte le destre aumentano i propri consensi in Baviera ma, dall'altra, l'immagine vincente dei Verdi (seppur a discapito dei socialdemocratici) è un bellissimo messaggio e una speranza per i popoli europei"

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