Manovra - La "pace fiscale": l'accordo tra M5S e Lega

Il Governo ha trovato un punto di equilibrio sulla "pace fiscale"

Le due anime del Governo hanno raggiunto un'intesa sulla cosiddetta "pace fiscale". A vincere il braccio di ferro è stato il Movimento 5 Stelle che ha ottenuto di fissare il tetto a 100mila euro, stabilendo anche una soglia per la dichiarazione integrativa, ovvero per l'emersione di quei redditi non inseriti nelle dichiarazioni presentate al fisco.

Pace fiscale

Il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio stabilirà un'aliquota del 20% per sanare i debiti con il fisco. Sarà possibile far emergere redditi non dichiarati fino a 100mila euro e fino ad un massimo del 30% in più rispetto alle somme precedentemente dichiarate al fisco; la tassazione sul maggior imponibile sarà appunto del 20%. Per ridurre il contenzioso tra il fisco ed i contribuenti, si potranno inoltre sanare le liti pagando - senza sanzioni o interessi - il 20% del non dichiarato negli ultimi 5 anni in caso di vittoria del contribuente in secondo grado e il 50% in caso di vittoria in primo grado.

Rottamazione ter

Verranno inoltre rottamate le cartelle esattoriali. Saranno dunque cancellati interessi e sanzioni; si potrà usufruire di una rateizzazione fino a 20 rate trimestrali (quindi in 5 anni), a differenza dei 2 anni previsti per le due rottamazioni precedenti. Arriverà inoltre lo stralcio delle cartelle accumulate dal 2000 al 2010 sotto i mille euro; un provvedimento che riguarda 10 milioni di contribuenti.

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