Legge di Bilancio: abolito il numero chiuso nelle facoltà di Medicina

Nel comunicato di Palazzo Chigi si legge, nero su bianco, quanto segue: "Abolizione del numero chiuso nelle Facoltà di Medicina – Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi".

Una frase chiara, difficilmente interpretabile in modo diverso. Il Ministro Bussetti (Istruzione) e la Ministra Grillo (Salute) hanno però emesso un comunicato congiunto sostenendo una versione diversa, che stride con quanto scritto nel Comunicato Stampa sui lavori del Consiglio dei Ministri: "Abbiamo chiesto in sede di consiglio dei ministri di aumentare sia gli accessi sia i contratti delle borse di studio per Medicina. È un auspicio condiviso da tutte le forze di maggioranza che il Governo intende onorare. Si tratta chiaramente di un percorso da iniziare già quest'anno per gradi. Per assicurare l'aumento dei posti disponibili e avviare un percorso condiviso, a breve sarà convocata una riunione con tutti i soggetti interessati a cominciare dalla Crui (Conferenza dei Rettori delle Università italiane)"

Un paio d'ore prima Bussetti aveva invece ammesso: "Voglio essere sincero, a me non risulta questa cosa. Farò le dovute verifiche". Una reazione simile era arrivata dal Ministero della Salute. Due risposte sorprendenti visto che, teoricamente, i due Ministri dovevano essere presenti durante la riunione del Consiglio dei Ministri dedicato alla Legge di Bilancio, che riguarda inevitabilmente tutta l'amministrazione.

La confusione regna sovrana.

Legge di Bilancio: abolito il numero chiuso nelle facoltà di Medicina

Nella Legge di Bilancio spunta anche una norma a sorpresa: l'abolizione del numero chiuso per le facoltà di Medicina. Nessuno ne aveva parlato eppure la novità è spuntata all'interno del comunicato stampa di Palazzo Chigi sui lavori del consiglio dei ministri, che ha preso questa decisione per "permettere così a tutti di poter accedere agli studi".

L'iniziativa del Governo desta - per usare un eufemismo - una certa perplessità. Quest'anno, infatti, sono stati ben 67mila gli aspiranti medici che si sono sottoposti ai test di ingresso per contendersi i 9.779 posti previsti per le matricole. Il numero programmato nella facoltà di medicina è pensato anche e soprattutto per garantire una qualità il più elevata possibile del percorso formativo. Tenendo conto dei numeri di quest'anno, come potranno le università italiane sostenere dall'anno prossimo un incremento potenziale di iscrizioni pari al 685%? E, soprattutto, come potranno farlo senza un pesante stanziamento di risorse?

Oltretutto c'è anche da considerare che la sola presenza di un test d'ingresso tanto selettivo aveva l'effetto di scoraggiare diverse migliaia di diplomati dall'idea di sottoporsi alla prova. Pensare che possa essere lo stesso percorso di studi a fare una selezione è quantomeno miope; inevitabilmente i più meritevoli verranno penalizzati dalla sola presenza di chi non riuscirà poi a terminare gli studi.

Spesso si è sentito parlare di un rallentamento del turnover negli ospedali. C'era quindi bisogno di prevedere un numero maggiore di medici, ma nessuno si sarebbe mai atteso un'iniziativa del genere. Oltretutto il problema principale era rappresentato dall'effetto imbuto che si creava post laurea, dovuto al numero di posti non sufficienti nelle scuole di specializzazione.

Per il momento il Ministero della Salute non ha commentato questa iniziativa del Governo. Pierluigi Marini, Presidente dell'associazione di chirurghi ospedalieri, ha invece già lanciato l'allarme: "Ci aspettavamo un intervento importante del governo nel campo della formazione dei medici ma l’abolizione del numero chiuso per l’accesso alle facoltà di Medicina, senza un congruo aumento delle borse di specializzazione rischia di essere un boomerang. In giovani laureati in medicina che non entreranno nelle scuole di specializzazione dovranno per forza di cose cercare lavoro all’estero. Assisteremo ad una nuova fuga di cervelli". L'Istituto superiore di sanità ha invece definito "folle" la decisione del Governo.

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