Salvini: "non solo Claviere, altri casi". Giornalista testimone: "è prassi anche a Bardonecchia"

Sul caso Claviere, i due migranti africani “scaricati” in territorio italiano dalla gendarmeria, Matteo Salvini non accetta le scuse della Francia e alza la posta contro il presidente francese Emmanuel Macron. Il ministro dell’Interno italiano dopo aver definito vomitevoli le spiegazioni di Parigi spiega che "il furgone della gendarmeria avvistato a Claviere", nel torinese, rappresenterebbe solo uno di "altri episodi inquietanti".

"Non ci interessano le giustificazioni, peraltro ridicole, né le indagini interne avviate dai francesi. Parigi deve comunicarci immediatamente le identità degli immigrati lasciati nei boschi. Nomi, cognomi, nazionalità, date di nascita" dice il ministro. Intanto una nota dell’Eliseo ribadisce la versione francese (in sostanza uno sbaglio) e accusa Salvini di "strumentalizzazione politica" spiegando che gestendo "insieme una frontiera comune" gli errori possono esserci.

Caso Claviere non isolato

Ma gli "sbagli" a quanto sembra sono diversi. Tra i casi di presunti sconfinamenti di forze dell’ordine o militari francesi in territorio italiano uno risalirebbe a questa estate, in agosto: due cittadini italiani di Claviere sono stati controllati in territorio italiano da quattro uomini armati e in mimetica "verosimilmente francesi".

Su questo come sul caso Claviere indaga la procura di Torino mentre oggi a L'Aria che tira su La7 il giornalista freelance Maurizio Pagliassotti ha spiegato che quanto successo a Claviere "è una prassi" e che accade anche nella vicina Bardonecchia. Pagliassotti, testimone oculare, parla della scorsa primavera e di un "via vai di camionette francesi... Quando io filmavo 'questi scarichi' la gendarmeria francese si avvicinava e mi chiedeva di mostrare i documenti". In territorio italiano.

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