L'allarme della Caritas: "In Italia c'è un esercito di poveri"

“Oggi quasi un povero su due è minore o giovane”

In Italia c'è un "esercito di poveri in attesa, che non sembra trovare risposte e le cui storie si connotano per un'allarmante cronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni". Questo è l'allarme lanciato dalla Caritas Italiana nel Rapporto 2018 su povertà e politiche di contrasto, che sottolinea un altro dato allarmante: "da circa un lustro la povertà tende ad aumentare al diminuire dell'età, decretando i minori e i giovani come le categorie più svantaggiate". Fino al 2007, cioè prima dello scoppio della crisi, "il trend era esattamente opposto". In questo momento "tra gli individui in povertà assoluta i minorenni sono 1 milione e 208mila (il 12,1% del totale) e 1 milione e 112mila (il 10,4%) è nella fascia di età compresa tra i 18 ed i 34 anni".

L'inversione del trend si può presto spiegare: giovani e giovanissimi godono di minori tutele rispetto agli anziani. La precarizzazione dei contratti influenza soprattutto le condizioni di chi si affaccia al mondo del lavoro, ivi comprese quelle delle giovani famiglie. Si tratta di un dato allarmante che dovrebbe far riflettere seriamente la classe politica.

Inoltre il rapporto della Caritas sottolinea come la condizione di povertà sia "un fenomeno principalmente ereditario nel nostro Paese, che a sua volta favorisce la trasmissione intergenerazionale della povertà economica". Anche questo dovrebbe rappresentare un elemento di forte riflessione: l'ascensore sociale è "in panne".

Anche la mancanza d'istruzione rappresenta un fattore di forte rischio: "I dati nazionali dei centri di ascolto, oltre a confermare una forte correlazione tra livelli di istruzione e povertà economica, dimostrano anche una associazione tra livelli di istruzione e cronicità della povertà". E poi: "Dal 2016 al 2017 si aggravano le condizioni delle famiglie in cui la persona di riferimento ha conseguito al massimo la licenza elementare (passando dal 8,2% al 10,7%). Al contrario i nuclei dove il ‘capofamiglia’ ha almeno un titolo di scuola superiore registrano valori di incidenza della povertà molto più contenuti (3,6%)".

Nel 2017 sono state 197.332 le persone che si sono rivolte alla Caritas, il 42,2% delle quali di nazionalità italiana. Ben il 42,6% di queste si è rivolta alla Caritas per la prima volta nello scorso anno e si registra "in aumento la quota, piuttosto alta, di chi vive situazioni di fragilità da 5 anni e più (22,6%)".

Nel Nord Italia ben il 64,5% delle persone prese in carico era di nazionalità straniera. Una percentuale molto simile nel centro Italia, dove gli stranieri hanno rappresentato il 63,4%. Nel Sud Italia l'utenza è stata invece perlopiù composta da italiani: il 67,6% nel 2017.

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