Le regioni terremotate contro il governo: "Il Dl Genova ci ha esautorato". Pd: "Mossa politica"

Il loro potere ora è solo consultivo.

Regioni terremotate contro Governo Conte

È polemica tra il governo Conte e i presidenti di quattro regioni terremotate, vale a dire Luca Ceriscioli per le Marche, Giovanni Lolli per l'Abruzzo, Catiuscia Marini per l'Umbria e Nicola Zingaretti per il Lazio. Tutta colpa di una norma contenuta nel decreto Genova, quello resosi necessario per affrontare l'emergenza del crollo del Ponte Morandi.

In pratica il decreto ha tolto poteri ai presidenti delle Regioni, che sono subcommissari al terremoto. Non hanno più il potere di condivisione sulle ordinanze del commissario, ma solo un potere "consultivo". Il commissario è il geologo Piero Farabollini, che è stato appena nominato su segnalazione del MoVimento 5 Stelle.

Per protesta i quattro presidenti non si sono presentati all'incontro con Farabollini, che può emanare le ordinanze senza avere il loro via libera, è sufficiente che li consulti, ma può prendere le decisioni in maniera indipendente. Il governo Conte dice di averlo fatto per snellire la burocrazia e accelerare la ricostruzione, mentre per i Presidenti non è questo quello che serve.

Nicola Zingaretti ha detto che questo è "un colpo ai territori" terremotati, Luca Cerisoli ha fatto presente che ora "si deciderà tutto a Roma", mentre Catiuscia Marini ha detto notare che questo "è l'opposto del modello Genova".

Secondo il Pd, considerato che si tratta di regioni amministrate dalla sinistra, questa sarebbe solo una decisione politica, ma secondo il commissario Farabollini i governatori stanno strumentalizzando la vicenda. Giovanni Lolli, presidente dell'Abruzzo, non accetta questa accusa e a Repubblica dice:

"Strumentalizzazioni politiche? Noi abbiamo problemi seri, ci confrontiamo tutti i giorni con i cittadini. Io stesso vivo gli effetti del terremoto. Sono dell'Aquila ma a casa mia non sono ancora riuscito a tornare. La verità è che abbiamo criticato spesso anche il precedente governo, ma almeno conoscevamo il nostro interlocutore, un sottosegretario che si confrontava con tutte le regioni"

Lolli ha anche spiegato che con i suoi colleghi delle altre regioni ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, un mese fa, ma non ha ancora risposto:

"Gli abbiamo scritto un mese fa e non abbiamo ricevuto neppure una risposta. Siamo stati in attesa paziente che il governo ci proponesse una governance credibile ma siamo stati ignorati. Per Genova è stato deciso giustamente di affidare l'incarico di commissario al sindaco Bucci. Ma allora perché per il terremoto deve essere tutto nelle mani del governo? La linea è il centralismo o l'ascolto dei territori? Così vengono esclusi anche i sindaci. Lunedì ho un incontro con quelli dei Comuni abruzzesi. Vorrei potessimo decidere come una comunità. Mi dispiace che la nostra protesta sia stata letta politicamente. Non abbiamo nulla contro la persona del commissario. Aspettiamo. Vogliamo solo essere ascoltati"

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