Grillo: "Il Quirinale ha troppi poteri". Opposizioni all'attacco. I 5 Stelle lo 'scaricano'

I 5 Stelle hanno ricordato che Grillo non ha ruoli istituzionali e che parla dunque a titolo personale

beppe grillo italia 5 stelle

Aggiornamento - Le considerazioni di Beppe Grillo sulla Presidenza della Repubblica non sono piaciute alle opposizioni e neanche al Movimento 5 Stelle, che ha ribadito gli impegni presi con il contratto di Governo. Il Movimento politico da lui fondato ha infatti emesso una nota ufficiale per chiarire la questione: "Né le forze di maggioranza né il governo intendono riformare i poteri del Presidente della Repubblica. Tale proposito non è infatti presente nel contratto di governo. Si fa inoltre notare che Grillo non riveste ruoli istituzionali". In altre parole, il "padre" del M5S ha (stra) parlato a titolo personale.

Le opposizioni hanno però reagito rapidamente alle parole di Grillo. Il primo a farlo è stato il segretario del Pd Maurizio Martina: "Il comico miliardario prenda in giro chi vuole, non c'è alcun problema a farsi due risate al circo di domenica, ma lasci stare la Costituzione e il ruolo di garanzia del Quirinale. Il Capo dello Stato non si tocca caro Grillo". Anche Angelo Bonelli dei Verdi ha reagito esprimendo sdegno: "Sul palco di Italia 5 stelle con Grillo abbiamo assistito alla fiera degli insulti indirizzati al presidente francese Macron fino al Capo dello stato. Grillo afferma che bisogna togliere poteri al presidente della Repubblica perché non coincidono con il loro modo di pensare. Grillo immagina e sogna una riforma costituzionale che trasferisca i poteri alla Casaleggio?".

L'ex Presidente del Senato, Pietro Grasso, ha twittato: "Grillo era un contestatore: ora è al Governo, è “il potere”. Capisco che sia in difficoltà a difendere condoni fiscali e edilizi, che voglia spostare l’attenzione. Ma è pericoloso farlo attaccando il Presidente della Repubblica e la Costituzione, che noi difenderemo come sempre!".

Anche l'ex Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha replicato con un cinguettio: "Attaccano il Capo dello Stato perché non rispettano la Costituzione e non concepiscono altri poteri all'infuori della Casaleggio Associati". Loredana De Petris di Leu ha lanciato l'allarme: "L'attacco di Grillo alla presidenza della Repubblica è estremamente inquietante e pericoloso. Il fondatore dell'M5S indica chiaramente, rivolto al suo popolo in occasione particolarmente rilevante, l'arrembaggio a uno dei cardini della Costituzione come obiettivo. Il ruolo della presidenza della Repubblica è essenziale nell'equilibrio della nostra architettura costituzionale e va rigorosamente salvaguardato. Ed è particolarmente irresponsabile metterlo in discussione in un momento difficile e pieno di rischi come questo".

Anche da Forza Italia è arrivata una censura. Mariastella Gelmini, capogruppo alla Camera dei Deputati, ha twittato: "Gli attacchi sguaiati di Grillo alla Presidenza della Repubblica dimostrano ancora una volta la natura primordiale eversiva del Movimento 5 Stelle. Stanno al governo ma sognano di sovvertire le regole democratiche e costituzionali del nostro Paese. Irresponsabili al potere".

Un commento simile anche da Mara Carfagna: "L'attacco ai poteri del Capo dello Stato è un grande classico di chi non ha niente da dire. Pensare di poter intimidire Sergio Mattarella è l'ennesimo errore politico del Movimento 5 Stelle, che ha un atteggiamento sempre più anti-italiano".

Grillo: "Presidenza della Repubblica da riformare"

Beppe Grillo ha chiuso l’evento Italia 5 Stelle dal palco del Circo Massimo. Il cofondatore del Movimento ha parlato per circa mezzora, spaziando su diversi argomenti dell’attualità politica e rendendo pubbliche, come già accaduto in passato, alcune delle sue “ricette”. Una riguarda la riforma della Presidenza della Repubblica, ritenuta non più al passo con i tempi: "Dovremmo togliere i poteri al capo dello Stato, dovremmo riformarlo. Il vilipendio... un capo dello Stato che presiede il Csm, capo delle forze armate. Non e' più in sintonia col nostro modo di pensare".

Salito sul palco con una mano di plastica - evidente riferimento alla "manina" che avrebbe modificato di nascosto il dl fiscale - , Grillo ha anche ironizzato sulla manovra di questi giorni e sulle polemiche che hanno inevitabilmente colpito il vicepremier Luigi Di Maio: "Nessuno mette in difficoltà Di Maio, solo io posso farlo, perché so tutte le cose vere ma non le dirò mai". Quanto all’altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, Grillo ha sottolineato la diversità tra i due partiti di maggioranza, ma il leader della Lega è "uno che dice una cosa e la mantiene. L’etica della politica è la lealtà, e oggi è un miracolo della politica. Poi siamo strutturalmente come Dna diversi".

Sulle avversità di questi giorni, dalle critiche di Renzi a quelle delle agenzie di rating, il “garante” del M5S dice: "Questa sinistra è morta con questi intellettuali perché è diventata una cosa noiosa. Non ho più paura di nessuno e tantomeno di questi malati. Non è più l’epoca dei vaffa...", conclude.

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