Mimmo Lucano da Fazio: "Ho rispettato la Costituzione"

Fabio Fazio ha ospitato a "Che tempo che fa" Mimmo Lucano, sindaco (sospeso) di Riace

Fabio Fazio ha introdotto la sua intervista a Mimmo Lucano rispondendo alle polemiche sollevate da chi non l'avrebbe voluto vedere in diretta su Rai Uno perché accusato di aver commesso dei reati: "Penso sia doveroso ospitare tutti. La tv pubblica deve includere, non escludere. Abbiamo più volte invitato i rappresentanti del governo, qualora decidessero di venire saranno i benvenuti". Si potrebbe anche aggiungere che la richiesta di censurare l'intervista di Lucano arriva da una classe politica che per sé stessa pretende il totale garantismo, anche di fronte ad accuse ben più gravi formulate da parte della magistratura.

Polemiche (sterili) a parte, l'intervista da Fazio è servita a Lucano per ribadire quanto già detto durante l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip di Locri: "Io non ho mai guadagnato soldi dall'accoglienza". Il sindaco, momentaneamente sospeso, si è nuovamente augurato che la vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto possa risolversi in tempi brevi, essendo convinto di poter dimostrare la sua correttezza: "Sono fiducioso che questo allontanamento duri il più breve tempo possibile".

Lucano ha rivelato di aver "dormito in auto" quando gli è stato notificato il divieto di dimora nel comune del quale è Sindaco da oltre 14 anni. Lucano ha poi raccontato come tutto è iniziato nel lontano 1998, quando da libero cittadino ha accolto, insieme ad altri riacesi, 250 profughi curdi vittime di un naufragio a Riace Marina: "Nell'estate del 1998 un vascello con 250 profughi arriva sulla spiaggia di Riace, li ho accolti e strada facendo è nata l'idea che con l'arrivo di queste persone si potesse ricominciare a costruire una comunità a Riace. Negli ultimi due anni c'è stato un forte condizionamento e sono calati, ma nel 2015 su 1.600 abitanti avevamo circa 700 cittadini immigrati. E non ci sono mai stati particolari problemi. E nasceva anche il turismo dell'accoglienza; molti venivano per contribuire ad aiutarci".

In quel momento, nel 1998 dunque, scoccò la scintilla. Lucano capì che accogliendo chi si trovava in difficoltà perché costretto a scappare dalla propria terra, poteva rincorrere il sogno di far rivivere anche la sua comunità, abbandonata proprio da chi - ironia della sorte - è stato costretto a partire alla ricerca di un futuro migliore. Per questo motivo non esiste un vero e proprio modello Riace: "Non c'è uno schema, c'era solo un'idea diventata una strategia che è quella di aiutare questi migranti". Lucano l'ha chiamata "accoglienza dolce", grazie alla quale ha potuto "ricostruire una comunità" e "risolvere i problemi del territorio" che altro non è che "una delle cosiddette aree interne del profondo sud italiano, e dove l'emigrazione è l'unica soluzione per il futuro. Io pensavo che l'amministrazione comunale doveva occuparsi di questo aspetto, specie nella nostra terra, una terra con il sogno dell'accoglienza".

Fazio gli ha quindi ricordato il primo dovere di un buon amministratore: quello di rispettare le leggi. Lucano ha così replicato: "Io rispetto la legge, e anche il matrimonio di cui mi accusano è stato regolare, tra due persone che si conoscevano, io mi sono limitato a seguire la norma. Ma quando si vede qualcuno che muore è impossibile rimanere indifferenti, non si può stare fermi perché 'lo dice la legge'. Anche le leggi naziste erano la legalità ma è stato un dramma per l’umanità. Le persone che sono arrivate a Riace sono tutti titolari di richiesta di asilo, non c'è nessuno fuorilegge. E anche il matrimonio di cui mi si accusa era regolare, tra due persone che si conoscevano; io mi sono limitato a seguire la norma". Così ha risposto all'accusa di aver favorito l'immigrazione clandestina organizzando un matrimonio tra una nigeriana e un cittadino riacese. In merito all'accusa di fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti ha parlato di un "reato incomprensibile": "Parliamo di una cooperativa sociale di persone disagiate, che fanno la raccolta con gli asini. Non si tratta di un intreccio di malaffare". Poi ha aggiunto di aver "giurato sulla Costituzione italiana" e di averla rispettata, ricordando l'articolo 10 della Carta.

"Nessuno può rimanere indifferente di fronte a qualcuno che chiede di essere aiutato". Nonostante il momento che sta vivendo, Lucano non si pente di aver intrapreso la sua battaglia: "Sono giorni di amarezza ma non ho mai pensato questa cosa... Quando si ha un ideale, trovi dentro una forma di entusiasmo, si superano i momenti di sconforto. E poi il fiume di solidarietà è stato una cosa straordinaria". Il suo obiettivo, adesso, è quello di "tornare a Riace il più presto possibile" e ricominciare, anche se il sistema Sprar è bloccato: "possiamo tornare alle origini come i primi 4 anni, con i volontari. Non è possibile che debba prevalere questa società della barbarie, il nostro sforzo è costruire una società dove non ci sono pregiudizi: incontrare un'altra persona dovrebbe essere sempre un orgoglio".

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