Manovra: la lettera dell'Italia all'Unione Europea

Tria: "Consapevoli di non essere in linea con le regole Ue"

Giovanni Tria

Il Ministro Giovanni Tria ha risposto alla lettera di censura sulla manovra italiana inviata da Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici. Tria ha ribadito il punto di vista del Governo, sempre "fiducioso" che questa manovra "non esponga a rischi la stabilità finanziaria dell'Italia né degli altri paesi membri dell'Unione europea". Tria ha ammesso di "aver scelto un’impostazione della politica di bilancio non in linea con le norme applicative del Patto di Stabilità e Crescita", ma ha difeso questa operazione, necessaria "alla luce del persistente ritardo nel recuperare i livelli di PIL pre-crisi e delle drammatiche condizioni economiche in cui si trovano gli strati più svantaggiati della società italiana".

"Il Governo considera le condizioni macroeconomiche e sociali attuali particolarmente insoddisfacenti a un decennio dall’inizio della crisi e reputa necessario imprimere un'accelerazione alla crescita". Tria ha quindi parlato dell'andamento dei titoli di Stato: "Il governo è fiducioso di poter far ripartire gli investimenti e la crescita del Pil e che il recente rialzo dei rendimenti sui titoli pubblici verrà riassorbito quando gli investitori conosceranno tutti i dettagli delle misure previste dalla legge di bilancio".

Il Ministro ha poi sottolineato che "ad oggi il dibattito pubblico sulla legge di bilancio si è limitato alla consistenza dei numeri e degli indicatori e non ha ancora fatto emergere le riforme strutturali che formeranno parte integrante della legge di bilancio e dei disegni di legge ad essa collegati e che avranno un impatto significativo sulla percezione e sui comportamenti dei cittadini, delle imprese e degli investitori".

"La Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza, e la Relazione al Parlamento a esso allegata, chiariscono che il Governo prevede di discostarsi dal sentiero di aggiustamento strutturale nel 2019 ma non intende espandere ulteriormente il deficit strutturale nel biennio successivo e si impegna a ricondurre il saldo strutturale verso l'obiettivo di medio termine a partire dal 2022. Qualora il PIL dovesse ritornare al livello pre-crisi prima del previsto, il Governo intende anticipare il percorso di rientro".

"Il Governo è convinto che l'insieme di queste misure permetterà il rilancio della crescita, assicurando al contempo la sostenibilità di lungo periodo delle finanze pubbliche e la programmata riduzione del rapporto debito/pil". E poi: "Qualora i rapporti debito/PIL e deficit/PIL non dovessero evolvere in linea con quanto programmato, il Governo si impegna ad intervenire adottando tutte le necessarie misure affinché gli obiettivi indicati siano rigorosamente rispettati"

La lettere si chiude con un proposito: "Pur riconoscendo la differenza delle rispettive valutazioni, il governo italiano continuerà nel dialogo costruttivo e leale così come disciplinato dalle regole istituzionali che governano l’Area Euro. Il posto dell’Italia è in Europa e nell’area Euro".

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