Conte: "Non siamo una banda di scalmanati"

Il Premier ha difeso nuovamente la Manovra del Governo

Il Premier Conte ha incontrato la stampa estera ed ovviamente la prima domanda ha riguardato l'interlocuzione con la Commissione Europea sulla manovra. Oggi il Ministro Tria ha risposto alla lettera di Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici. Conte proprio da questo punto è partito: "Nella lettera all'Ue vogliamo spiegare la nostra manovra. Abbiamo detto perché l'abbiamo impostata in questi termini, abbiamo spiegato la direzione della nostra politica economica, gli obiettivi che intendiamo raggiungere. Ma siamo disponibili a metterci a un tavolo per proseguire una interlocuzione con la Commissione europea".

"Abbiamo ribadito nella lettera che è stata spedita poco fa che noi siamo assolutamente in Europa, vogliamo dialogare con le istituzioni Ue, vogliamo che quest'interlocuzione si svolga nello spirito di un dialogo costruttivo, non mettiamo in discussione il ruolo della commissione Ue".

Conte ha poi rivendicato il lavoro del Governo: "Noi non siamo una banda di scalmanati e indisciplinati andata al governo, abbiamo lavorato, studiato a lungo, rivisto i fondamentali e dopo avere a lungo studiato siamo arrivati alla consapevolezza che l'Italia, sulla stessa strada, sarebbe entrata in recessione".

Il Premier ha poi parlato dell'uscita di qualche giorno fa del commissario al Bilancio Oettinger che "ha anticipato il giudizio" nel corso di un'intervista a Der Spiegel e che dopo "ha precisato essere la sua un'opinione personale". Per Conte "quando si rappresenta una istituzione le opinioni personali non devono essere espresse". Anche alle accuse di xenofobia il Premier ha risposto con fermezza: "Non abbiamo lasciato una sola persona a morire in mare. Quando qualche commissario europeo descrive l'Italia come xenofoba si assume una responsabilità grave".

Conte è convinto di poter trovare la strada per dialogare con la Commissione: "Se arriverà una bocciatura, ci siederemo a un tavolo e valuteremo insieme. Il 2,4% è tetto massimo che ci siamo impegnati solennemente a rispettare, anzi nella programmazione triennale abbiamo previsto di andare all'1,8% nel 2022. Siamo anche disponibili a valutare un contenimento nel corso di attuazione della manovra". Una manovra pensata per il bene dell'Europa: "Il grande problema con l'Europa è di chi programma la crescita allo "zero virgola", noi la programmiamo all'1,5%. Ma abbiamo tante riforme strutturali da fare, alcune le abbiamo già fatte e le altre le realizzeremo per incidere lì dove dobbiamo crescere".

Per rilanciare la crescita del PIL il Governo punta a snellire l'assetto burocratico per riuscire a spendere ben 75 miliardi di fondi europei attualmente bloccati: "Quando io riuscirò con la cabina di regia a spendere i fondi Ue non spesi, vedrete che la crescita volerà. Quando avrò fatto la semplificazione volerà".

Qualora qualcosa non dovesse andare per il verso giusto, non arriverà comunque una patrimoniale a sostenere i conti: "La patrimoniale è assolutamente esclusa: se per qualche motivo dovessimo andare in difficoltà semplicemente adotteremmo dei tagli di spesa per rientrare negli obiettivi prefigurati. Ad esempio se la crescita del Pil non dovesse assecondare le nostre posizioni. Ma la patrimoniale è esclusa".

Il Governo punta ad attuare una rivoluzione gentile: "Non dobbiamo girare attorno al fatto che questa esperienza di governo è sorretta da due forze chiamate sovraniste e descritte come anti-sistema. Questo non significa che sono forze politiche che vogliono scardinare il rule of law ma che mettono e metteranno in discussione molte leggi. Noi non vogliamo un'anarchia ma siamo qui per rinnovare il sistema, è un punto che va inteso sennò non riuscirete a cogliere la nostra esperienza. La nostra è una rivoluzione gentile".

Infine il Premier è tornato sulla famosa 'manina' che avrebbe cambiato il Dl sulla Pace Fiscale: "Ho ritenuto opportuno e necessario il nuovo Cdm sul decreto fiscale per verificare che il testo traducesse puntualmente l'accordo. Così abbiamo fatto in piena trasparenza, verificando meglio i testi, ripassando l'accordo raggiunto e confezionando un testo che traduce fedelmente i termini dell'accordo. Sul decreto fiscale c'è stata la necessità di ritornare in Consiglio dei ministri perché come potete immaginare la legislazione fiscale è molto complessa, vi posso assicurare che è molto complesso scrivere le norme e interpretarle. C'era una bozza per la dichiarazione integrativa che era giunta nel corso del Cdm, scritta in fretta e personalmente a me recapitata, era sorto qualche dubbio tecnico e interpretativo e c'è stata qualche incomprensione".

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