Di Maio: "I mercati vogliono bene all'Italia"

"I mercati vogliono molto più bene all'Italia di quanto ne vogliano alcune istituzioni europee"

Di Maio replica a Juncker su manovra italiana

Osservando l'andamento dello spread tra Btp e Bund, oggi stabile intorno a quota 300 punti, Di Maio ha approfittato per assestare un'altra stilettata all'Unione Europea: "I mercati vogliono molto più bene all'Italia di quanto ne vogliano alcune istituzioni europee. Io credo che nei prossimi mesi quando spiegheremo sempre di più ai mercati cosa stiamo facendo per l'Italia e sempre di più alla commissione Europea perché non va avviata una procedura di infrazione vedrete che lo spread scenderà".

Di Maio ha spiegato di non attendere con ansia il verdetto della Commissione. Secondo il leader dei 5 Stelle la risposta negativa sarebbe già arrivata: "Credo che il giudizio dell'Europa sia stato ampiamente anticipato dai commissari nelle loro dichiarazioni. Il tema è che noi da domani continueremo a chiedere di poter rappresentare le nostre ragioni ai tavoli europei". Con l'occasione Di Maio ha accusato i Governi precedenti di non aver cancellato la clausola di salvaguardia per l'aumento dell'Iva, la cui neutralizzazione ha inciso anche in questa finanziaria del suo Governo: "È chiaro ed evidente che la Commissione ci verrà a dire che per loro questa legge di bilancio forse è troppo espansiva, forse fa un po' troppo deficit. Poi noi ci siederemo al tavolo con loro e gli spiegheremo che non è una legge che fa troppo deficit perché si partiva dal 2% per i debiti dei governi precedenti, quindi abbiamo fatto 0,4 in più. Si può mettere in accusa un governo perché fa 0,4 in più di deficit? E allora perché alla Francia si permette lo stesso livello di deficit?".

"Credo che avremo delle settimane di forte interlocuzione con la commissione europea ma sia i mercati sia la Commissione europea potranno apprezzare il fatto che questo è un governo che crede in quello che fa. E chi crede in quello che fa ed è nella ragione non ha nulla da temere". Sulla crescita stimata Di Maio non ha dubbi: "ci sarà e non vogliamo andare a rivedere i termini della manovra perché quella stima è esatta. Perché non ci sono troppe spese in questa legge di bilancio, ci sono tanti tagli alle cose inutili".

Poi ha elencato i tagli previsti dal suo Governo: "Noi andiamo a chiedere 4 miliardi di euro a banche e assicurazioni che per anni hanno preso decine di miliardi di euro dai soldi degli italiani; andiamo a tagliare mezzo miliardo di euro dalla spesa militare; tagliamo un miliardo dalla spesa improduttiva; un miliardi in tre anni dalle pensioni d'oro e abbiamo appena tagliato i vitalizi alla Camera e al Senato".

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