Sinistra Popolare sarà il nuovo partito di Pierluigi Bersani & Co.?

Attualmente è deputato di Liberi e Uguali.

Pierluigi Bersani e Sinistra Popolare

Pierluigi Bersani, ex segretario del Pd e grande antagonista di Matteo Renzi, oggi deputato di Liberi e Uguali, ieri sera è stato ospite di Cartabianca, il programma di Raitre condotto da Bianca Berlinguer e ha parlato della necessità di un nuovo soggetto politico di sinistra, unitario, suggerendo anche il nome "Sinistra popolare". In realtà, più che come nome, lo ha proposto come idea, ma un "lapsus" ha fatto capire che "Sinistra popolare" possa essere proprio al denominazione del nuovo partito, che si ispirerebbe alla sinistra spagnola che è attualmente al governo nel suo Paese con una alleanza tra il Partito Socialista del premier Pedro Sánchez e Podemos di Pablo Iglesias.

A proposito di quello che servirebbe per ridare vita alla sinistra, per ora surclassata da Lega e MoVimento 5 Stelle, Bersani ha detto:

"Ci vogliono delle cose nuove a sinistra. Davanti a novità così enormi nella società anche un bambino vedrebbe che non ci si può abbandonare a inerzie e riflessi antichi, dalle battaglie nel PD sulle sfumature fino dall'altro lato al rinchiudersi invece in orticelli di testimonianza. Qui ci vuole una roba nuova: se Renzi o altri vogliono fare un partito liberal-democratico alla Macron lo faccia, chi vuol fare un partito alla Chavez lo faccia. Ci vuole invece una cosa nuova che si chiami 'sinistra popolare'. Io voglio che LeU dica questo e si metta a disposizione a partire dalle Europee per togliere le sigle e inaugurare una cosa larga e plurale che si chiami sinistra e sia popolare. Penso che tanta gente del PD possa starci. Non si può non vedere che gli unici posti in cui si riesce a fronteggiare la destra sovranista sono la Spagna, il Portogallo e l'Inghilterra, dove ci sono forze di sinistra popolare. Non sarà Macron a fermare questa ondata"


Quando gli è stato chiesto da Bianca Berlinguer se ha seguito la Leopolda lo scorso weekend, Bersani ha detto:

"Quelli che hanno lavorato con Renzi come ministri o altro, alla Leopolda si sono sentiti dare dei 'beneficiati ingrati' da uno che ha governato per 3 anni coi voti di un altro e che quando doveva prendere i voti lui, sono andati a casa tutti. Nessuno ha detto niente sugli errori, invece a sinistra si dovrebbe essere liberi di parlare"

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