Omicidio Desirée, Regione Lazio parte civile. Le tante segnalazioni rimaste inascoltate

La Presidente del Municipio 2 Francesca del Bello: "Mi sento moralmente responsabile".

Omicidio Desirée allarmi inascoltati Regione Lazio parte civile

Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che è anche candidato alla segreteria del PD, ha annunciato che l'ente che presiede si costituirà parte civile nel processo per la morte della 16enne Desirée Mariottini, avvenuto in uno stabile occupato nel quartiere San Lorenzo di Roma. Zingaretti ha detto:

"La Regione Lazio si costituirà parte civile nel processo per la morte di Desirée. Siamo vicini alla mamma, alla famiglia e a chi sta soffrendo per una vicenda personale drammatica che è diventata anche pubblica. È importante far sentire il calore di tutta la nostra comunità"

La Presidente del Municipio II di Roma, Francesca Del Bello, una delle due di centrosinistra uscita vincitrice dalle elezioni che hanno portato Virginia Raggi al Campidoglio, ha detto in una intervista a InBlu Radio:

"Avevo già chiesto al questore di organizzare un presidio fisso che avevamo già chiesto tempo fa perché lì era morta una ragazza. Io mi sento moralmente responsabile, me la sento sulla coscienza questa vita. Il questore ha alzato le spalle dicendo: 'Presidente abbiamo la coperta corta se noi mettiamo una pattuglia da lei la dobbiamo togliere da un'altra parte'"

Del Bello, infatti, da mesi segnalava la situazione di degrado dello stabile in cui è morta Desirée e di tutta l'area circostante, chiedeva un presidio fisso delle forze dell'ordine e non era l'unica a farlo.

I tanti allarmi sul degrado di San Lorenzo che nessuno ha ascoltato

Il 27 marzo 2018 la Presidente del II Municipio aveva presentato una richiesta di intervento sulle occupazioni abusive in via dei Lucani all'Osservatorio sulla sicurezza della Prefettura, che è l'organo che riunisce ogni tre settimane le forze dell'ordine, il gabinetto del sindaco e i dipartimenti coinvolti.

In quel caso, si legge nel verbale, "il Dott. Biscarini del Commissariato di san Lorenzo spiega che sono molteplici le persone che frequentano la zona, regolari verso i quali non si possono prendere particolari provvedimenti, ed irregolari a cui, per i limitati mezzi a disposizione delle istituzioni, non è possibile applicare i provvedimenti previsti dalla legge".

Sono passate poche settimane e il 10 maggio la Presidente Del Bello e l'assessore all'Ambiente Rosario Fabiano hanno presentato una richiesta al prefetto chiedendo di convocare con urgenza un tavolo tecnico per pianificare e organizzare interventi per una bonifica complessiva del luogo in quanto 58 controlli strumentali hanno fatto emergere irregolarità a San Lorenzo. Quel tavolo, però, non è mai stato convocato.

Il 22 maggio, in una nuova riunione dell'Osservatorio, è stata stabilita la chiusura dei siti dell'area di degrado intorno a via dei Lucani e quell'operazione è stata realizzata il 6 giugno e completata il 12 e il 15 con interventi di sgombero e muratura. Ma gli interventi non sono bastati, perché ha continuato a persistere una situazione di degrado. Il 17 luglio la polizia locale ha evidenziato che la situazione è peggiorata e che al posto di un'edicola sono sorti accampamenti.

Oltre alle segnalazioni delle stesse istituzioni, ci sono state poi tante altre da parte di privati cittadini, come quella del professionista che ha lo studio che si affaccia proprio sullo stabile dove è morta Desirée e che ha portato ai carabinieri foto e filmati che documentavano la pericolosità di quello che accadeva lì, ma si è sentito rispondere solo "Sappiamo già tutto".

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