Rating S&P, Salvini: "Film già visto. Non saltano né imprese né banche". Di Maio e Conte: "Andiamo avanti"

Cottarelli: "Non penso che i mercati reagiranno male. Mi preoccupa di più il tono da scontro frontale".

Reazioni Di Maio, Conte e Salvini a rating Standard & Poor's

La reazione dei vicepremier alle valutazioni del rating dell'Italia da parte di Standard & Poor's, confermato, come Moody's, a BBB, ma con outlook negativo, non si è fatta attendere ieri sera. Matteo Salvini, condividendo la notizia pubblicata da Il Sole 24 Ore, ha commentato solo:

"È un film già visto. Le agenzie di rating non si sono accorte della crisi mondiale? In Italia non saltano né banche né imprese"

Un po' più "loquace" Luigi Di Maio, che su Twitter ha scritto:

"Le agenzie di rating non misurano il benessere dei cittadini di un Paese, ma chi aspettava Standard&Poor's per continuare a remare contro il governo oggi ha avuto una brutta sorpresa: il rating dell'Italia è stato confermato. Andiamo avanti! Il cambiamento sta arrivando"

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, invece, ha diffuso una nota attraverso il sito ufficiale del Governo e ha scritto:

"Standard & Poor’s lascia invariato il suo rating sul debito dell’Italia. Riteniamo che questo giudizio sia corretto alla luce della solidità economica del Paese: l’Italia è la settima potenza industriale al mondo e la seconda manifattura europea. La competitività delle nostre imprese ci permette di avere un surplus commerciale consistente e il risparmio delle famiglie italiane è solido. In merito alla decisione di portare in negativo l’outlook italiano e ad alcuni giudizi negativi sulla manovra economica, siamo fiduciosi che mercati e istituzioni internazionali comprenderanno la bontà delle nostre misure"

Poi il Premier ha aggiunto:

"Con la manovra economica, evitiamo una stretta recessiva e rilanciamo la crescita grazie agli investimenti e ad un programma di profonde riforme strutturali. L’Italia è saldamente collocata all’interno dell’Unione europea e non c’è alcuna possibilità di uscita dall’Ue o dall’euro-zona. Il governo è al lavoro per far ripartire il Paese su un sentiero di crescita e in direzione dello sviluppo sostenibile"

Tra i commenti più interessanti c'è anche quello di Carlo Cottarelli, Direttore dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani ed ex commissario per la revisione della spesa, che ha scritto:

"Rating invariato e outlook negativo. Poteva finire peggio. Era quanto i mercati si aspettavano. Non penso che lunedi reagiranno male. Mi preoccupa di più il tono da scontro frontale usato rispetto alle istituzioni europee. Non aiuta a frenare lo spread"

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