Enrico Mattei, oggi il 56° anniversario della morte del fondatore dell'Eni

Prese parte alla Resistenza, fu imprenditore e deputato della Democrazia Cristiana.

Enrico Mattei

Ricorre oggi il 56° anniversario della morte di Enrico Mattei, il fondatore dell'Eni, che il 27 ottobre 1962 morì in un misterioso incidente mentre viaggiava sul suo aereo personale nei pressi di Bascapè. Le indagini sulla sua morte con ipotesi di attentato furono prima chiuse perché il fatto non sussisteva, poi riaperte nel 1997 in seguito al ritrovamento di reperti analizzati con tecnologie più moderne e portarono ad ammettere che l'aereo era stato dolosamente abbattuto, ma non si poterono scoprire i mandanti, sui quali ci sono solo ipotesi.

L'indagine si è chiusa nel 2005, nel frattempo altre persone che avevano avuto a che fare con Mattei e con l'inchiesta sulla sua morte sono a loro volta decedute in circostanze misteriose. Sulla morte di Mattei sono stati scritti libri e girati documentari, ma la verità non è mai stata scoperta. Una sentenza del 2012 su un processo relativo alla morte del giornalista Mauro De Mauro, che indagava sul decesso di Mattei, ha stabilito ufficialmente che l'imprenditore fu vittima di un attentato.

La figura di Mattei è sempre strettamente connessa anche al mondo della politica. Nel 2007 è stata ritrovata una tessera che testimonia la sua adesione al partito fascista nel 1922, fece parte del Partito Popolare Italiano, ma soprattutto fu deputato della Democrazia Cristiana. Le sue origini erano modeste, era figlio di un carabiniere, e fu il classico "self made man", perché da una piccola azienda chimica che fondò poi diventò commissario liquidatore dell'AGIP che sotto la sua guida diventò l'Eni e influenzò la politica, anche tramite organi di stampa come Il Giorno e finanziamenti ai partiti.

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