Marco Travaglio difende Draghi e attacca Di Maio ("infantile e inadeguato") e Salvini (il "Cazzaro Verde")

Secondo il direttore de Il Fatto Quotidiano Di Maio se la prende con il "nemico sbagliato".

Marco Travaglio contro Di Maio e Salvini a difesa di Draghi

Il Fatto Quotidiano sarà anche considerato il giornale più vicino al governo giallo-verde, ma il suo direttore Marco Travaglio non ha peli sulla lingua neanche quando si tratta di bacchettare i pentastellati e in particolare il loro leader, Luigi Di Maio, contro il quale si è scatenato nell'editoriale di oggi.

Il motivo del rimprovero di Travaglio a Di Maio è l'uscita del vicepremier contro il Presidente della BCE Mario Draghi. Secondo il giornalista, la dichiarazione del capo politico del M5S, che ha detto che "Draghi avvelena il clima invece di tifare per l'Italia", "denota una buona dose di infantilismo e di inadeguatezza. E non è degna di un vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. Ma neppure di un leader politico che dovrebbe essere sintonizzato con i cittadini o, quantomeno, con i suoi elettori".

Travaglio sottolinea la pericolosità dello spread alto per i tutti gli italiani e dice:

"Anche il più gialloverde dei risparmiatori sa benissimo che cosa merita di essere ascoltato fra le analisi argomentate di Draghi e le repliche sgangherate dei ministri italiani. Draghi, oltre a essere uno dei più autorevoli e stimati personaggi che vanti oggi l'Italia, non è un euroburocrate in campagna elettorale, diversamente dai vari Oettinger, Moscovici e Juncker. E non è neppure un nemico dell'Italia, visto che si è scontrato duramente con gli ultrà tedeschi, filo-tedeschi e anti-italiani allergici alle cannonate del Quantitative easing che con l'acquisto massiccio di titoli di Stato ha aiutato per cinque anni i Paesi europei più indebitati, Italia in primis"

Travaglio poi ricorda che se Draghi avesse voluto appoggiare i "giochini ributtanti" della Commissione europea per rovesciare il governo italiano, avrebbe avuto l'occasione, ma ha fatto il contrario e ha evidenziato come, con i mercati così sensibili, le parole "pesano come pietre" e "le sparate degli urlatori grillo-leghisti fanno danni incalcolabili". Inoltre, per quanto riguarda la manovra, Draghi "non l'ha mai presa di petto, anzi ha ricordato che non è la prima volta che l'Italia o un altro governo europeo sfora i limiti fissati e si è detto favorevole a un compromesso fra Ue e Italia e persino ottimista sulla possibilità di ottenerlo".

Secondo Travaglio, Draghi ha fornito un "assist importante" al governo italiano e soprattutto i 5 Stelle e le sue parole vano interpretate in questo modo:

"Nessuno vi chiede di ritirare la manovra; potreste persino lasciarla così com'è, o quasi; purché mettiate la museruola ai vostri urlatori che regalano appigli agli speculatori, salvo poi dire che parlavano a titolo personale quando ormai il danno è fatto; perché le commissioni Ue passano, ma gli speculatori restano, ed è meglio tenerli lontani dal nostro culo"

Il giornalista è convinto che "la parte più responsabile del governo (Conte, Tria, Giorgetti, persino il vituperato Savona)" ha capito da un pezzo questo discorso, ma Di Maio no e scrive:

"È stupefacente che Di Maio non se ne renda conto e continui a respingere la mano tesa di Draghi, accomunandolo ai rottweiler di Bruxelles e rinunciando a incunearsi fra le divisioni di chi cerca il dialogo con l'Italia e chi vuole la guerra con un occhio alle elezioni. Che Salvini giochi al 'tanto peggio tanto meglio', si è capito: il Cazzaro Verde pensa (o si illude: lo spread preoccupa anche la parte più veduta dei suoi elettori) di lucrare più voti strillando fino a primavera che l'han tutti con noi"

Secondo Travaglio questa non è però la strategia dei 5 Stelle e ricorda quello che ha detto Roberto Fico al Circo Massimo, nel corso di Italia a 5 Stelle, e cioè che il MoVimento guarda a tutte le forze che non si riconoscono nel fronte PPE-PSE per le elezioni europee di maggio 2019. Ma il giornalista avverte:

"Se non vogliono stare né con chi ha rovinato l'Europa né con chi vorrebbe distruggerla definitivamente, ma con chi vuole cambiarla seriamente, i 5Stelle dovrebbero cambiare linguaggio e uscire dall'infantilismo che ieri ha portato Di Maio a mandare a quel Paese Draghi, cioè l'unica autorità europea che non fa campagna elettorale contro l'Italia e tenta, per quel che può, di aiutarla"

Infine Travaglio conclude dicendo che occorre

"Guardarsi dai veri nemici, distinguerli dagli amici insospettabili, parlare un linguaggio da statisti e non da asilo Mariuccia o da osteria, smetterla di fare gli struzzi per esorcizzare la dura realtà dei numeri. Cioè fare gli interessi del tanto strombazzato 'popolo'"

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