Attivisti No Tap alla ministra Lezzi: "Pubblichi documenti su penali o si dimetta"

La ministra invitata a Melendugno domani, 28 ottobre.

No Tap

Scegliere una ministra 5 Stelle e per di più salentina era sembrato un segnale preciso del Governo Conte contro il gasdotto Tap, invece oggi gli attivisti No Tap si ritrovano a sentirsi traditi dal M5S, che in quelle zone ha insistito molto sull'avversione alla realizzazione del gasdotto per conquistare voti. Ieri, subito dopo che il ministro per l'Ambiente Sergio Costa ha dato il suo ok e il Premier Giuseppe Conte ha dato che non realizzare l'opera costerebbe troppo in termini di penali, i No Tap si sono subito mobilitati chiedendo le dimissioni di tutti i 5 Stelle, visto che avevano ricevuto i voti proprio promettendo di bloccare l'opera.

Oggi gli attivisti No Tap chiedono alla ministra del Sud Barbara Lezzi di presentarsi domani, 28 ottobre, a Melendugno, dove si sono dati appuntamento, e di portare con sé i documenti che attestino l'entità delle penali che lo Stato dovrebbe pagare per la mancata realizzazione del gasdotto. Dalle 10 di domani mattina ci sarà una manifestazione di protesta a San Foca, a poca distanza dal punto in cui arriverà il Tap.

Ma anche in seno al MoVimento 5 Stelle c'è molta amarezza e gli esponenti pugliesi si lamentano contro i vertici e contro i colleghi che fanno parte del governo perché avrebbero "venduto l'anima alla Lega" e alcuni parlamentari, come Saverio De Bonis, Lello Ciampolillo e Sara Cunial insistono nel sottolineare che il progetto non rispetta alcune prescrizioni e sperano nel lavoro della magistratura. Intanto il sindaco di Melendugno Marco Potì, deluso dal governo già da settimane, da quando ha preso parte a un incontro a Palazzo Chigi, ha detto che l'esecutivo, "con questo atteggiamento avalla una follia ingegneristica e la distruzione di un intero territorio".

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