Reddito di cittadinanza, Vincenzo Boccia: "È un incentivo al lavoro nero"

Vincenzo Boccia ha parlato dal palco della festa de "Il Foglio"

"Il reddito di cittadinanza è un disincentivo al lavoro e un incentivo a quello nero. Diciamo ai giovani: lavorate in nero il sabato e la domenica e in più prendete 780 euro al mese". Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha parlato così dal palco della festa de 'Il Foglio' a Firenze. Secondo Boccia "il reddito di cittadinanza è un concetto condivisibile ma è possibile pensare a tre proposte di lavoro prima di perderlo" perché "nel Mezzogiorno se te ne arriva una è giù un miracolo". E poi ha posto una domanda: "Inoltre dove sta la proporzionalità tra chi prenderà 780 euro al mese per 8 ore a settimana di lavoro e chi ne prende 1.200 per 40 ore a settimana?"

Boccia ha denunciato di avere "problemi a parlare con questo esecutivo". Problemi figli anche del giudizio di confindustria sulla manovra economica: "Dicono che è sostenibile. Intanto sforiamo il debito, che potrebbe anche essere accettabile se ci fossero investimenti. Eppure non c'è nulla sul lavoro, nulla sul cuneo fiscale, nulla sull'inclusione sociale, ci sono tasse alle banche. Il governo deve assumersi le responsabilità delle sue azioni. Se fra tre mesi non ci sarà crescita economica, Salvini e Di Maio dovranno guardarsi allo specchio. Allora si saprà di chi saranno le colpe".

Boccia ha poi criticato anche la linea anti-europeista che accomuna Lega e M5S: "La somma dei nazionalismi europei costruisce solo un'Europa peggiore. Serve invece una grande sfida riformista dell'Ue. Serve un'Europa aperta. Pensiamo davvero di poter rispondere ad America First con un'Italia First? Ma abbiamo capito cosa siamo?". Poi è arrivata la difesa d'ufficio per Mario Draghi: "Non mi sembra che Draghi sia contro l'Italia. La questione del quantitative easing è nell'interesse dell'Italia. Abbiamo un presidente di una Banca centrale cha ha salvato l'Italia, non mi sembra affatto che sia contro il nostro Paese. Il problema è accettare le critiche e capire cosa c'è dietro e cercare di costruire e migliorare. Le banche, guardate, non sono il potere forte in questo paese. I poteri forti qui sono due: si chiamano Salvini e Di Maio".

Boccia ha infine lanciato un appello al Governo, perché rilanci gli investimenti nelle infrastrutture: "Servono per creare una società inclusiva, che avvicini il centro alla periferia. Qui in Italia invece andiamo oltre: non blocchiamo solo i progetti, chiudiamo direttamente i cantieri".

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