Tensione nel M5S per il Tap, tre parlamentari: "Conte sbaglia". Di Maio: "Le penali ci sono"

Di Maio prova a spegnere le polemiche, ma in Puglia chiedono di vedere i documenti

Ieri è scoppiata "la bomba Tap" nel Movimento 5 Stelle. In campagna elettorale i rappresentanti del Movimento, in particolar modo quelli pugliesi, hanno totalmente sposato le tesi dei No-Tap. Alessandro Di Battista si era addirittura spinto oltre, promettendo di poter cancellare l'opera in 2 settimane. Anche grazie a queste promesse i 5 Stelle hanno fatto il pieno di voti in Puglia e, sempre per questo motivo, il Comitato No-Tap adesso chiede loro di pubblicare "le carte" della Tap per verificare che siano realmente previste queste penali da pagare. In alternativa: le dimissioni.

Oggi tre parlamentari del Movimento 5 Stelle - i senatori Lello Ciampolillo e Saverio De Bonis e la deputata Sara Cunial - hanno attaccato il Premier: "Anche Conte sbaglia. Non ci possono essere penali, semplicemente perché non esiste alcun contratto tra Stato e Tap. Non ci possono nemmeno essere costi a carico dello Stato, semplicemente perché, non essendovi ad oggi il rispetto delle prescrizioni da parte di Tap, non vi può essere responsabilità dello Stato".

Luigi Di Maio è quindi intervenuto nel dibattito cercando di buttare acqua sul fuoco, prendendo le difese di Conte: "Da ministro dello Sviluppo economico ho studiato le carte Tap per tre mesi. E sono voluto andare allo Sviluppo economico anche per questo. Vi posso assicurare che non è semplice dover dire che ci sono delle penali per quasi 20 miliardi di euro, ma è così. Altrimenti avremmo agito diversamente. Le carte un ministro le legge solo quando diventa ministro e noi del M5s non hanno mai fatto leggere alcunché. Quelli che sono andati a braccetto con le peggiori lobby del Paese l'unica cosa che ci dicevano è che eravamo nemici del progresso. Non ci hanno mai detto che c'erano delle penali da pagare".

Basterà dire "noi non lo sapevamo" per placare gli animi di chi, adesso, chiede le dimissioni? I 5 Stelle pagano ancora una volta la loro inesperienza: in politica bisognerebbe fare solo le promesse che si possono mantenere.

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