Spread, Tria dalla parte di Draghi: "A questi livelli è dannoso"

"Non è stato inopportuno perché ha detto quella che è la realtà, non ha detto nulla di strano. L’ho detto anche io nei giorni scorsi"

Giovanni Tria

Le parole di Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea, hanno messo l'esecutivo Lega-M5S di fronte alla realtà dei fatti che da settimane continuano a non voler vedere e il vicepremier Luigi Di Maio era stato il primo a tuonare contro l'economista e banchiera italiano, ignorando il suo giusto monito e accusandolo di "voler avvelenare il clima ulteriormente".

A schierarsi dalla parte di Draghi, però, oggi è stato un altro elemento di punta del governo di Conto, il Ministro dell'Economia Giovanni Tria che tanti salti mortali ha fatto per far contenti Di Maio e Salvini, decisi a non rinunciare in alcun modo ai propri cavalli di battaglia nella manovra finanziaria.

Tria, intervenuto oggi alla Festa del Foglio a Firenze, ha affrontato il rischio concreto della crisi delle banche, spiegando che in quel caso "il governo deve in un modo o nell’altro intervenire, dire come non è possibile, se un ministro lo facesse turberebbe il mercato":

Non c’è nulla di strano nel dire interverremo, qualunque governo dovrebbe farlo. È giusto che lo Stato intervenga.

Il Ministro dell'Economia ha spiegato che al momento non ci sono pericoli, le banche italiane sono ancora solide e "sono in grado di superare i test sulla capitalizzazione - o almeno quasi tutte".

Poi la difesa di Draghi:

Non è stato inopportuno perché ha detto quella che è la realtà, non ha detto nulla di strano. L’ho detto anche io nei giorni scorsi. [...] Non credo che lo spread dipenda dalla manovra perché c’è un deficit più del previsto perché è un deficit moderato. Ma che derivi da un’incertezza politica perché non ci sono fondamentali dell’economia o una rottura dei conti pubblici che lo giustifica.

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