Roma, Virginia Raggi replica (male) alle proteste: "In piazza il PD mascherato"

"Raccogliamo le critiche per migliorare ancora di più. Questo è il primo obiettivo di un sindaco".

La città di Roma oggi ha deciso di dire basta al degrado che da troppo tempo ha travolto la Capitale ed è scesa in piazza contro la sindaca Virginia Raggi e la sua amministrazione, chiedendone a gran voce le dimissioni dopo l'omicidio della giovanissima Desirée Mariottini, che è stato lo schiaffo che ha spinto i romani e i residenti a Roma a far sentire la propria voce.

Migliaia di cittadini sono scesi in piazza e hanno raggiunto piazza del Campidoglio, sede del Comune di Roma, ma le prime dichiarazioni di Virginia Raggi sono state ben lontane da quello che i manifestanti volevano e chiedevano. La sindaca, infatti, via Facebook, si è prontamente messa sulla difensiva e ha lanciato attacchi, puntando il dito contro il Partito Democratico.

C'erano Lorenzin, Calenda e tutta la “vecchia” guardia del Pd. Mancava soltanto il conte Gentiloni che però, da Firenze, non ha fatto mancare un tweet di partecipazione.
Dalle immagini li ho riconosciuti subito. Non era difficile. Erano gli stessi volti provati e stanchi, le stesse chiome bianche della precedente disastrosa manifestazione di rilancio del Pd in piazza del Popolo.
Gli stessi volti che non abbiamo mai visto in periferia. Gli stessi volti bastonati di chi è scomparso alle ultime elezioni. Ho visto vecchi politici che rivogliono la poltrona e rappresentano soltanto se stessi: il partito con uno zoccolo duro al centro di Roma e ormai scomparso nel resto della città.

Raggi va duramente all'attacco non soltanto degli esponenti del PD - "signore con borse firmate da mille euro indossate come fossero magliette di Che Guevara" o "i più audaci hanno osato una maglietta “No cordoli” che evidentemente li schiera a favore dei suv in doppia fila e contro le corsie preferenziali per i mezzi pubblici" - e poi si spertica nel difendere l'operato della sua amministrazione:

Io ho dichiarato guerra ai clan Spada e Casamonica, ho messo fine a quel saccheggio che hanno fatto di Roma. Noi abbiamo aperto asili e scuole; abbiamo stanziato 137 milioni per lavori pubblici necessari a rilanciare città ed economia; abbiamo aperto cantieri ovunque; acquistato 600 autobus nuovi che dal 2019 saranno a disposizione dei romani; abbiamo esteso la raccolta differenziata “porta a porta” a 150mila cittadini in meno di otto mesi (loro amministrano da decenni città più piccole dove neanche sanno cosa sia il “porta a porta”) e la stiamo avviando in oltre 85 mila negozi e ristoranti; abbiamo aperto piste ciclabili; abbiamo realizzato corsie preferenziali per i mezzi pubblici; abbiamo dato fondi ai Municipi per rifare le strade; abbiamo approvato i bilanci senza fare debiti; abbiamo ripagato parte dei debiti di chi ci fa ora la morale; abbiamo sgomberato gli scrocconi dalle case di nostra proprietà; abbiamo sgomberato esponenti del clan Spada dalle case dei cittadini e le abbiamo riassegnate a chi ne aveva diritto; abbiamo rilanciato la cultura superando gli steccati dei circoli chiusi; abbiamo promosso il car sharing cittadino.

Le dimmissioni, insomma, sembrano assolutamente lontane. Virginia Raggi sostiene che i romani l'abbiano votata perchè bisognosi di un cambiamento e quel cambiamento sta arrivando, piano piano: "Raccogliamo le critiche per migliorare ancora di più. Questo è il primo obiettivo di un sindaco. Roma è la mia città, ci sono nata e ci vivo. Io ci tengo a Roma e la difendo".

C'erano Lorenzin, Calenda e tutta la “vecchia” guardia del Pd. Mancava soltanto il conte Gentiloni che però, da Firenze,...

Posted by Virginia Raggi on Saturday, October 27, 2018

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