Tap, Calenda (video): "Di Maio bugiardo. Non ci sono penali, al massimo risarcimento danni. Si deve dimettere"

"Di Maio giustifica il mancato mantenimento di una promessa con una carta inventata".

Surclassato dalle domande degli utenti di Twitter, questa mattina Carlo Calenda, predecessore di Luigi Di Maio al Ministero dello Sviluppo Economico, ha chiarito la questione delle "penali" per la mancata realizzazione del Tap e nel video che vedete qui in alto ha spiegato:

"Ieri Luigi Di Maio è stato preso in castagna ancora a mentire agli italiani. Qual è il caso? È quello della Tap: il gasdotto che viene dall'Azerbaigian e che il MoVimento 5 Stelle da anni combatte e aveva promesso di chiudere, addirittura 'in due settimane' diceva Di Battista andando a fare un comizio infuocato in Puglia. Ora, dopo che arrivano al governo, non succede niente. Si guardano le carte, tre mesi di lettura, pareri, contro-pareri e alla fine dicono 'Purtroppo le autorizzazioni sono tutte in ordine'. Ma non è questo il grave, il grave è quello che dichiara ieri Di Maio, perché dice: 'Signori, io sono stato a leggere per tre mesi le carte (Di Maio legge sempre le carte, sta sempre al ministero a leggere le carte...) e ho scoperto che ci sono 20 miliardi di penali e quindi io non lo sapevo quando ero semplicemente un parlamentare, quando ho promesso la chiusura del Tap, e quindi va fatto'. Non sono penali. Non c'è nessuna carta segreta al ministero per la semplice ragione che Tap è un'iniziativa privata e dunque è semplicemente autorizzata dallo Stato. Dunque qual è il rischio? Il rischio è una richiesta di risarcimento del danno, cosa che Di Maio sapeva perfettamente, come sappiamo tutti noi, perché se vai a ristrutturare la tua casa, fai fare i lavori e poi dici 'ho cambiato idea' è chiaro che ti chiedono il risarcimento del danno. Il risarcimento del danno può essere molto grande. È semplicemente un errore semantico? Di scelta di parole? No, per niente, è un errore sostanziale perché Di Maio giustifica il suo cambiamento di idea, la sua promessa non mantenuta inventandosi una carta e delle penali. Ora, non è la prima volta: lo ha fatto con Ilva sul parere dell'Avvocatura, lo ha fatto con la 'manina' che avrebbe cambiato la legge di bilancio, insomma, lo fa continuamente, però questa volta c'è una questione differente, perché è palese che non c'è una carta ed è palese che non ci sono penali e lui lo ha dichiarato con grande chiarezza. In un Paese normale un ministro che mente palesemente si dimette. E non è che si dimette da solo, spontaneamente, si dimette perché la stampa fa una campagna per chiedere le dimissioni, perché i suoi elettori gli chiedono di dimettersi. Ecco io credo che questo sia un grosso problema dell'Italia: il fatto di chiedere coerenza e chiedere conto soprattutto quando si dicono menzogne e a dirle è un ministro del governo"

In una risposta ai follower, Calenda spiega anche il risarcimento è deciso da un giudice e che tutti gli elementi erano conosciuti prima delle elezioni, quando il M5S chiedeva la chiusura del Tap "ed è per questo che ora si sono dovuti inventare penali e carte segrete che non esistono" e in un altro tweet ha ribadito che "l'ipotetico ammontare del risarcimento era conosciuto da anni. Di Maio non poteva non saperlo. Se prometti di chiudere un'opera e non verifichi almeno in principio i costi sei un buffone. Se dici 'ho scoperto nelle carte le penali' dopo le elezioni menti e ti dimetti".

Carlo Calenda contro Luigi Di Maio su TAP

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO