No Tap, protesta a San Foca. Il sindaco Potì: "La parte gialla del governo si sta nascondendo"

"Per bloccare il Tap basta la volontà politica".

Di Maio e i No Tap

In Salento è partita la mobilitazione generale contro il gasdotto. Oggi c'è stata la prima manifestazione sul lungomare di San Foca, cominciata alle 10 di questa mattina, capeggiata dal sindaco di Melendugno Marco Potì, che ha anche rilasciato interviste ai giornalisti presenti per spiegare le ragioni della protesta. Ricordiamo che Potì non ha appartenenza "partitica" vera e propria, ma è stato eletto con la lista civica di centrosinistra "Insieme Possiamo" ed è al suo secondo mandato consecutivo.

I No Tap sono inviperiti soprattutto con il MoVimento 5 Stelle, cui avevano dato i propri voti alle elezioni politiche proprio a fronte della promessa di bloccare i lavori per la costruzione del gasdotto che arriva dall'Azerbaigian.

No Tap MoVimento 5 Stelle - Proteste

Ad accendere ancora di più gli animi sono state le bugie dette dal governo in questi ultimi giorni, da quando, cioè, è arrivato il via libera al proseguimento dei lavori da parte del ministero dell'Ambiente. Secondo quanto detto dal Premier Giuseppe Conte e dal vicepremier nonché ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, ci sarebbero salatissime penali se i lavori venissero davvero bloccati. Il predecessore di Di Maio, Carlo Calenda, ha però spiegato che non esistono penali, ma il costo da sostenere da parte dello Stato sarebbe quello del risarcimento dei danni.

Il sindaco di Melendugno, Marco Potì, ritiene che da parte di Tap ci siano state talmente tante irregolarità che, se solo ci fosse la volontà politica da parte del governo di osteggiare l'opera, molto probabilmente si potrebbe evitare anche il risarcimento danni.

Insomma, quello che contestano in queste ore i No Tap è la mancanza di volontà da parte della componente "gialla" del governo, ossia del MoVimento 5 Stelle, di impedire la realizzazione della Tap, poiché i motivi per fermala ci sono e ci sarebbero anche quelli per vincere un'eventuale disputa per il risarcimento dei danni.

Quello che appare evidente ai contestatori è che il MoVimento 5 Stelle, che per anni è stato paladino dei No Tap (e anche dei No Tav, che probabilmente faranno la stessa fine), si sia arreso senza neanche combattere al volere della Lega, che invece sostiene ardentemente la realizzazione di queste grandi opere.

Potì, infatti, ha detto ai microfoni di Rainews24 che la "parte gialla" del governo si sta nascondendo e non riesce a difendere i suoi valori e le promesse fatte agli elettori, contrariamente alla "parte verde", ossia Salvini, che lo sta facendo con tutti i mezzi a sua disposizione. Durante il sit-in sono state bruciate schede elettorali e bandiere del MoVimento 5 Stelle anche se, come ha scritto Gianluca Maggiore del movimento No Tap, c'è ancora la speranza in qualche fronda pentastellata.

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