Pil, Confindustria avverte il governo: "Colpa vostra se non ci sarà una crescita"

"Siamo a disposizione del Paese e del Governo per fare proposte che non antepongano le ideologie alle spiegazioni economiche"

Conte - Di Maio - Salvini

I dati diffusi oggi, 30 ottobre 2018, da Istat parlano chiaro: dopo tre anni di espansione, nell'ultimo trimestre l'economia è rimasta stagnante per la prima volta. L'esecutivo Lega-M5S continua a dirsi convinto che la manovra economica sarà una mano santa per l'Italia e oggi Confindustria ha voluto ribadire la totale responsabilità del nuovo governo nel caso in cui la tanto promessa crescita non ci sarà.

Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, intervenuto oggi all'assemblea di Confindustria Canavese ad Ivrea, non le ha manda a dire:

C'è una divergenza di spiegazioni economiche in questo governo su cui bisogna cominciare a chiarire che se i risultati della crescita non ci saranno nei prossimi mesi é colpa esclusiva di questo governo e della politica economica che realizza, non di altri. Siamo a disposizione del Paese e del Governo per fare proposte che non antepongano le ideologie alle spiegazioni economiche.

Lo stop di questi mesi, comunque, non è una sorpresa neanche per Confindustria, che anzi ne ha parlato come di un risultato prevedibile:

Il rallentamento dell'economia globale in funzione dei dazi degli Stati Uniti, il rallentamento complessivo della maggiore capacita' di competizione industriale a partire dalla Cina, sono segnali che devono farci fare i conti su due questioni: una italiana e l'altra europea che per noi si chiama questione industriale.

Neanche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è dimostrato preoccupato - neanche Luigi Di Maio, che è corso a ribadire come la "manovra del popolo" si riprenderà anche la felicità degli italiani - e oggi da New Delhi, in India, ha confermato di aver già parlato con Tria e di non voler fare alcun passo indietro sulla manovra:

Ho visto ieri il ministro Tria, i tecnici del Mef. Ho ritardato la partenza per rivedere alcuni passaggi e coordinare la sintesi politica che spetta a me. Ma non c'è nulla di nuovo, l'abbiamo messa a punto. Stasera rientro e dovrei trovare i tecnici del Mef che hanno fatto i conti. Non rivediamo alcunché. C'è chi parla di rivedere il 2,4%... ma il 2,4% resta, è quello. Abbiamo detto che è il tetto massimo, non intendiamo superare il 2,4%.

Foto | Palazzo Chigi

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