Manovra, nuova lettera di richiamo dell'Ue al governo

La Commissione: "Un debito pubblico così elevato è anche una fonte di preoccupazione per l'area euro nel suo complesso"

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Nuova lettera di richiamo dell'Ue all'Italia sulla manovra. Al Ministero dell'economia e delle finanze (Mef) viene chiesto "di fornire una relazione sui cosiddetti 'fattori rilevanti' che possano giustificare un andamento del rapporto Debito/Pil con una riduzione meno marcata di quella richiesta".

La legge di bilancio prevede per il 2019 un rapporto deficit/pil al 2,4%, impensabile per Bruxelles. A riportare il contenuto della lettera è lo stesso sito del Ministero dell'economia e delle finanze. La risposta alla Commissione Ue "dovrà essere trasmessa entro il prossimo 13 novembre".

Il contenuto della lettera della Commissione Ue

La lettera dell'Ue, firmata dal direttore generale della direzione Affari economici e finanziari della Commissione europea Marco Buti, è indirizzata al direttore generale del Tesoro Andrea Rivera. Secondo Buti: "Il debito pubblico italiano rimane una vulnerabilità cruciale" e "Un debito pubblico così elevato limita lo spazio di manovra del governo per spese più produttive a beneficio dei suoi cittadini".

Nella missiva si ricorda che "L'ampia espansione di bilancio prevista per il 2019 è in netto contrasto con l'aggiustamento di bilancio raccomandato dal Consiglio" e che "Questa traiettoria di bilancio, unita ai rischi al ribasso per la crescita del Pil nominale sarà incompatibile con la necessità di ridurre in maniera risoluta il rapporto debito/Pil dell'Italia".

Senza dimenticare che "Un debito pubblico così elevato è anche una fonte di preoccupazione per l'area euro nel suo complesso". La riposta alla nuova lettera sulla manovra, assicurano dal Ministero di Via XX Settembre, sarà inviata a Bruxelles entro la scadenza indicata.

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