Spread, l'allarme di Bankitalia: "Si rischiano gravi conseguenze per famiglie e imprese"

Lo spread "deprime il valore dei risparmi accumulati dalle famiglie e può determinare un peggioramento delle prospettive di crescita economica".

Ignazio Visco

Lo spread in aumento preoccupa tutti, tranne forse i membri dell'esecutivo gialloverde che si dicono certi che la manovra finanziaria, così come è stata delineata dopo settimane di lavoro, farà ripartire l'Italia e "restituirà il sorriso" agli italiani.

Oggi a ribadire l'urgenza di fare molta attenzione all'andamento dello spread è stato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. Intervenuto alla Giornata Mondiale del Risparmio, Visco ha lanciato l'allarme:

Le conseguenze di un prolungato, ampio rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato possono essere gravi. Il loro incremento deprime il valore dei risparmi accumulati dalle famiglie e può determinare un peggioramento delle prospettive di crescita economica. Premi elevati a copertura del rischio sovrano rendono più difficile il controllo della dinamica del rapporto tra il debito pubblico e il prodotto.

E, ancora:

Il rialzo dei premi per il rischio sul debito pubblico produce perdite in conto capitale che peggiorano la situazione patrimoniale delle banche; incide sul costo e sulla disponibilità dei finanziamenti che gli intermediari raccolgono sul mercato e sulla loro capacità di fornire credito all'economia.

A cosa è dovuto questo innalzamento dello spread? Visco ha attribuito una parte della responsabilità "all'incertezza sull'orientamento delle politiche di bilancio e strutturali" e all'"evoluzione dei rapporti con le istituzioni europee", drasticamente peggiorati dopo il giuramento del governo di Giuseppe Conte.

Secondo le stime presentate oggi da Visco, "la crescita del prodotto dovrebbe essere dell'ordine dell'1% quest'anno, per poi ridursi nel 2019, al netto degli effetti della manovra di bilancio". Questo significa, sempre secondo questi dati, che il piano dell'esecutivo Lega-M5S di una crescita dell'1,2% per quest'anno è già irrealizzabile, senza contare per il 2019, quando il traguardo del governo è dell'1,5% e secondo le stime fornite da Visco sarà invece inferiore rispetto al 2018.

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