Pd, Astorre elogia "accidentalmente" Casapound e scatena la bufera tra i Dem

Il senatore ha elogiato Casapound per il modo di stare in mezzo alla gente.

Bruno Astorre

Il senatore del Pd Bruno Astorre, candidato alla segreteria regionale del partito nel Lazio, durante un incontro a Viterbo si è lasciato scappare una frase che ha scatenato un putiferio tra i Dem. Ha detto:

"So’ fascisti, è vero, ma tante volte dovremmo imitare Casapound per il loro modo di stare in mezzo alla gente"

In realtà il senso della sua affermazione è abbastanza chiara, ma si è ritrovato contro il "fuoco amico", che poi tanto amico non è, perché è quello del suo rivale alle primarie del 25 novembre, Claudio Mancini ("orfiniano", mentre Astorre è sostenuto anche se non ufficialmente da Nicola Zingaretti), che ha detto:

"A forza di essere subalterni agli argomenti della destra si finisce per parlare bene di Casapound"

E un altro dei, Luciano Nobili, ha commentato:

"Spero davvero che Bruno Astorre voglia smentire le dichiarazioni riportate da Tuscia Web e pubblicate sulla sua pagina fb. Perché è evidente che chi dice che dobbiamo prendere esempio dai fascisti, non può fare il segretario regionale del PD"

Astorre si è così dovuto difendere e oggi sui social ha scritto:

"Pur ringraziando per l’attenzione chi ha riportato la cronaca di un incontro pubblico che con tanti amici democratici ho avuto martedi sera a Viterbo, va detto che il mio ragionamento è stato evidentemente più ampio e articolato e che la mia iperbole su Casapound era da incorniciare con virgolette enormi.
Comunque, è giusto anzi doveroso che io faccia chiarezza in particolare su questa provocazione.
Considero Casapound un’organizzazione nazi-fascista, che andrebbe chiusa e messa al bando perché è una fabbrica di odii, dall’antisemitismo alla xenofobia in un brodo di sottocultura che si muove sulle paure sociali, sui disagi e come abbiamo visto da numerose inchieste non solo di alcune Procure d’Italia anche da inchieste giornalistiche che hanno fatto luce non solo sui metodi ,ma anche sul business che fa capo ai vertici dell’organizzazione. È evidente che Casapound è lontana chilometri dai miei valori, dalla mia cultura e dalla mia visione di una società democratica"

E ha concluso lanciando una frecciatina ai suo compagni di partito:

"Il mio riferimento, che capisco possa aver offerto una lettura sorprendente del ragionamento espresso a Viterbo, era relativo alla presenza quotidiana tra le persone. Il Pd, come è stato denunciato da più parti in questi anni, ha dato troppo l’impressione di andare col cachemire e meno con le scarpe impolverate a fianco delle persone. Essere percepiti come élite, che ogni tanto scende tra il 'popolo' e fa la grazia di ascoltarlo. Io sottolineavo questo, aver perso per tanti motivi che ho ben chiari, l’umiltà, la sensibilità, il piacere di essere parte delle nostre comunità. Chi mi conosce, e vengo spesso preso in giro per questo, sa quanto sia presente sui territori, quanto segua da vicino le istanze dei sindaci, degli amministratori così come dei cittadini che legittimamente cercano un confronto, un dialogo e giustamente anche di capire meglio l’attività del Pd che cerca ogni giorno di denunciare le nefandezze del governo di Salvini e Di Maio"

Ma se all'interno del PD stesso non si fosse parlato di questo episodio, qualcuno se ne sarebbe accorto e si sarebbe davvero sentito così offeso?

Foto © Facebook Bruno Astorre

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