Ischia, si sta facendo davvero un nuovo condono edilizio?

Chi ha ragione sul condono edilizio ad Ischia?

L'ultimo scontro, in ordine di tempo, tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle si è consumato in relazione al decreto urgenze Genova, che al suo interno include una serie di disposizioni urgenti per il capoluogo ligure dopo la tragedia di ponte Morandi, ma anche interventi per la sicurezza delle infrastrutture nazionali e dei trasporti e disposizioni relativamente agli eventi sismici del 2016 e del 2017 nel centro Italia.

Tra i punti della discordia, però, ce n'è uno che merita un approfondimento. È il cosiddetto articolo per il condono di Ischia, l'art. 25 "Definizione delle procedure di condono". Da un lato il Partito Democratico sostiene che si tratti a tutti gli effetti di una nuova sanatoria per gli abusi edilizi commessi ad Ischia nel corso degli anni, dall'altro lato c'è Luigi Di Maio, firmatario del testo, che parla di "fake news" e assicura che il decreto nel decreto "non c’è nessuna sanatoria per Ischia".

Chi ha ragione? In parte entrambi, perchè se è vero che il decreto non introduce nuovi condoni edilizi, è altrettanto vero che permette - almeno sulla carta - di condonare abusi edilizi che erano rimasti bloccati a lungo per motivi più che validi e che, senza questo decreto, non avrebbero mai ottenuto il via libera.

Ma vediamo tutto nel dettaglio.

Il testo dell'articolo 25

1. Al fine di dare attuazione alle disposizioni di cui al presente decreto, i Comuni di cui all'articolo 17, comma 1, definiscono le istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017, presentate ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n. 47, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2003, n. 326, pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. Per la definizione delle istanze di cui al presente articolo, trovano esclusiva applicazione le disposizioni di cui ai Capi IV e V della legge 28 febbraio 1985, n. 47.
  2. I comuni di cui all'articolo 17, comma 1, provvedono, anche mediante l'indizione di apposite conferenze dei servizi, ad assicurare la conclusione dei procedimenti volti all'esame delle predette istanze di condono, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
  3. Il procedimento per la concessione dei contributi di cui al presente decreto è sospeso nelle more dell'esame delle istanze di condono e la loro erogazione è subordinata all'accoglimento di dette istanze.

Cosa significa in concreto?

I comuni di Ischia interessati dal decreto sono tre, già citati nell'articolo 17 dello stesso decreto, quello che stabilisce anche l'istituzione di un Commissario Straordinario per la durata minima di 12 mesi, con possibilità di rinnovo: Casamicciola Terme, Forio, Lacco Ameno. I danni provocati dal sisma di magnitudo 4.0 del 21 agosto 2017 sono stati ingenti, diverse case sono crollate e 2 persone hanno perso la vita a causa dei crolli.

L'articolo 25 non parla di nuovi condoni, ma si riferisce soltanto alle domande di condono pendenti alla data di entrata in vigore del decreto Genova - il 29 settembre 2018 - ai sensi di tre diverse leggi emanante nel 1985, nel 1994 e nel 2003, vale a dire i tre condoni edilizi varati dai governi italiani negli ultimi anni.

Questo significa che tutte le domande di condono presentate nel corso degli ultimi 30 anni, dal 1985 ad oggi, e rimaste ancora pendenti per diversi motivi, dovranno essere chiuse entro i prossimi sei mesi. Lo precisa il comma 2: "I comuni di cui all'articolo 17, comma 1, provvedono, anche mediante l'indizione di apposite conferenze dei servizi, ad assicurare la conclusione dei procedimenti volti all'esame delle predette istanze di condono, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto".

A Ischia torna in vigore la legge del 1985

Ed è qui che sta l'inghippo, o meglio la scappatoia per tantissime domande presentate dopo il condono edilizio del 1985, il più permissivo dei tre, e che erano state bloccate dai successivi due condoni edilizi, che al contrario del primo tenevano conto di una serie di elementi come le aree pericolose dal punto di vista sismico e idrogeologico, ma anche i vincoli paesaggistici o le aree demaniali o protette.

Se, ad esempio, un edificio era stata costruito in una zona pericolosa o in un'area in cui per vincoli paesaggistici era vietata la costruzione, i condoni del 1994 e del 2003 rendevano impossibile la sanatoria di quell'abuso edilizio.

Per questo motivo moltissime domande di condono edilizio presentate dopo il 1985 erano state bloccate dai due successivi condoni. Ora, però, tutto sta per cambiare. Nel comma 1, infatti, si precisa che tutte le domande ancora pendenti dovranno essere analizzate sulla base della legge del 1985 - "Per la definizione delle istanze di cui al presente articolo, trovano esclusiva applicazione le disposizioni di cui ai Capi IV e V della legge 28 febbraio 1985, n. 47" - che per quei tre comuni dell'isola di Ischia torna quindi in vigore in modo eccezionale.

Quali saranno le conseguenze?

Tornando in vigore la legge del 1985 si potrà essere davvero di manica larga nel sanare ogni abuso edilizio. Questo significa che edifici costruiti in zone pericolose o in zone protette o in zone in cui sono presenti dei vincoli paesaggistici potranno essere condonati, con spiacevoli conseguenze per l'isola di Ischia, ma anche per gli stessi cittadini che si troveranno a vivere in aree più a rischio, quindi esposti a possibili crolli provocati da nuove calamità naturali.

Se il governo Lega-M5S avesse deciso di far giudicare quelle richieste di condono sulla base della legge del 2003, l'ultima e più limitante di tutte, la maggior parte degli edifici per cui era stata presentata richiesta sarebbe andata incontro alla demolizione. In questo modo, invece, aumenta sensibilmente la possibilità di un condono e, quindi, la ricostruzione o la ristrutturazione dell'edificio danneggiato, indipendentemente dalla zona in cui si trova.

Questo non significa, però, che tutte le domande ancora in sospeso - circa 28mila secondo i dati di Legambiente dello scorso 10 ottobre, un numero enorme se consideriamo la superficie dell'isola - si chiuderanno con un condono, ma di sicuro il fatto di avere meno restrizioni farà un bel favore a moltissimi cittadini che fino a pochi mesi fa non avevano alcuna speranza di sanare l'abuso edilizio commesso.

Da qui, giustamente, l'allarme lanciato da Legambiente Campania:

Una follia riaprire il condono per edifici abusivi costruiti in aree a rischio idrogeologico e sismico, con la beffa che sarebbero soldi pubblici a pagare la ricostruzione Ci appelliamo al Parlamento e al Ministro dell’ambiente Sergio Costa perché fermino una sanatoria edilizia che metterebbe in pericolo le persone e rilancerebbe nuovi abusi.

Conte - Di Maio - Salvini

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