Stress test, le banche italiane stanno bene. Ministro Tria soddisfatto

Deutsche Bank è messa peggio delle italiane.

Stress test banche italiane buono stato

L'Eba, l'Autorità bancaria europea, ha reso noto oggi l'esito dello stress test cui sono state sottoposte quattro importanti banche italiane, ossia Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bmp e Ubi. Lo stress test è importante perché misura la tenuta delle banche nel caso in cui si verificasse uno scenario economico e finanziario avverso. Per esempio due anni fa "diagnosticò" la crisi della MPS e ne accelerò la crisi (poi intervenne lo Stato italiano). Quest'anno la banca senese non c'è nel campione di banche sottoposte al test perché è sottoposta a un piano di ristrutturazione concordato con le autorità europee.

Tra i 48 istituti europei sottoposti al test ci sono quattro italiani, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bmp e Ubi, inoltre Bper, Mediobanca, PopSondrio, Iccrea, Credem e Carige sono stati sottoposti a un altro tipo di esame per stabilire i requisiti di adeguatezza patrimoniale (Srep).

La Banca d'Italia ha così commentato l'esito del test della banche italiane:

"Per le quattro banche italiane incluse nel campione la riduzione media ponderata del CET1 ratio nello scenario avverso è pari a 3,9 punti percentuali su base fully loaded, un risultato in linea con quello medio del complesso delle banche dell'SSM (meccanismo unico vigilanza) incluse nel campione e con la media totale EBA. Nel complesso le banche europee hanno mostrato una buona capacità di tenuta. I risultati confermano il generale rafforzamento della solidità del sistema bancario europeo"

Il Ministero dell'Economia ha diramato un brevissimo comunicato in cui scrive soltanto:

"Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, prende atto con soddisfazione dell’esito degli stress test condotti dall’Autorità bancaria europea (EBA) sullo stato di salute del sistema bancario italiano"

Riassumendo brevemente i risultati dello stress test, che si basano su dati relativi alla fine del 2017 (bisogna ricordare che nel frattempo i tassi d'interesse sono cambiati):

- Unicredit: capitale al 9,34% in caso di scenario avverso nel 2020 (al 10,31% nel 2018, al 9,58% nel 2019) contro un dato della situazione al 2017 ridefinito al 12,80%. Il delta negativo in presenza di scenario avverso al 2020 è indicato fra un massimo di 438 e un minino di 346 punti base.

- Intesa Sanpaolo: capitale all'10,40% in caso di scenario avverso nel 2020 (al 10,80% nel 2018, al 10,64% nel 2019) contro un dato della situazione al 2017 ridefinito al 13,24%. Il delta negativo in presenza di scenario avverso al 2020 è indicato fra un massimo di 287 e un minino di 284 punti base.

- Bpm: capitale all'8,47% in caso di scenario avverso nel 2020 (al 9,93% nel 2018, al 9,40% nel 2019) contro un dato della situazione al 2017 ridefinito al 13,94%. Il delta negativo in presenza di scenario avverso al 2020 è indicato fra un massimo di 547 e un minino di 389 punti base.

- Ubi: capitale all'8,32% in caso di scenario avverso nel 2020 (al 9,76% nel 2018, al 9,25% nel 2019) contro un dato della situazione al 2017 ridefinito all'11,70%. Il delta negativo in presenza di scenario avverso al 2020 è indicato fra un massimo di 338 e un minino di 324 punti base.

La tedesca Deutsche Bank, invece, è messa peggio delle italiane, perché in caso di scenario avverso il capitale è indicato per il 2020 al 8,14% contro il 14,65% del 2017 e un delta negativo indicato fra 666 e 651 punti.

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