Il ministro Costa rifiuta i soldi europei anti dissesto, ma ora lo Stato pagherà il 2,2% in più di interessi

In una lettera a "La Stampa" il ministro ha spiegato perché ha rinunciato all'accordo con la BEI.

Ministro Ambiente Sergio Costa rinuncia a fondi BEI

Due giorni fa La Stampa ha posto l'attenzione su un accordo che il governo Gentiloni aveva fatto con la BEI, la Banca Europea degli Investimenti, relativo a un prestito di 800 milioni per opere contro il dissesto idrogeologico. Quell'accordo, che era stato raggiunto dalla task force "Italia Sicura", che è stata sciolta a luglio, non è stato ancora firmato, perché spetterebbe al Governo Conte farlo. Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa ha risposto direttamente alla Stampa con una lettera in cui ha spiegato che non ci sono ritardi né complicazioni burocratiche che stanno ostacolando l'accordo, ma semplicemente un cambio di strategia.

Costa spiega che "il mutuo" con la BEI sarebbe contrario "all'amministrazione dei soldi pubblici da buon padre di famiglia", perché gli interessi verrebbero pagati da tutti i cittadini e si chiede "quale padre di famiglia, potendo avere soldi in cassa, preferisce indebitarsi con un mutuo? Oltretutto affrontando complesse pratiche di nuoto di difficile gestione".

In pratica, secondo l'accordo fatto dalla task force "Italia Sicura", il governo italiano avrebbe avuto accesso a un finanziamento di 800 milioni da spendere in pochi anni per centinaia di opere contro il dissesto idrogeologico e li avrebbe poi potuti restituire con rate da 70 milioni in una ventina di anni. Il motivo per cui era stato fatto il "mutuo" con la BEI è che per l'Italia è stimato un fabbisogno finanziario sul dissesto di circa un miliardo l'anno, ma il bilancio pubblico ne garantisce meno della metà, da qui la necessità di 800 milioni dalla BEI. L'intento era di massimizzare gli investimenti nel breve periodo tramite uno strumento finanziario istituzionale.

Opere anti dissesto: il (dispendioso) cambio di strategia del Governo Conte

Il governo Conte, invece, ha deciso di rinunciare ai soldi della BEI e preferisce aumentare il debito pubblico. Questo significa che il denaro per le opere contro il dissesto idrogeologico andrà a cercarlo sul mercato dei capitali.

Il problema ora è che il mutuo che aveva "acceso" il governo Gentiloni era garantito da un rating tripla A con tasso d’interesse allo 0,8%, invece oggi il debito italiano ha un rating BBB con tassi superiori al 3%. Questo significa, semplicemente, che ora lo Stato dovrà pagare 2,2% di interessi in più all'anno sul denaro che andrà a ottenere dai mercati rispetto a quello che avrebbe pagato alla BEI.

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