4 novembre, Sergio Mattarella: "L’amor di patria non è nazionalismo estremo"

"Nessuno Stato, da solo, può affrontare la nuova dimensione sempre più globale. Ne uscirebbe emarginato e perdente. Soprattutto i giovani lo hanno compreso"

Sergio Mattarella

Oggi, in occasione del centenario della fine della prima guerra mondiale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un monito contro l'estremismo nazionalista che sta prendendo piede anche in Italia e nel resto dell'Europa e non solo.

È un Mattarella europeista quello che traspare dalle pagine del Corriere Della Sera, che ha pubblicato oggi una sua intervista in concomitanza con la partecipazione del Presidente della Repubblica all'Altare della Patria di Roma:

Nessuno Stato, da solo, può affrontare la nuova dimensione sempre più globale. Ne uscirebbe emarginato e perdente. Soprattutto i giovani lo hanno compreso. Sono cresciute giovani generazioni che si sentono italiane ed europee e lo stesso è avvenuto in ogni Paese dell’Unione e questo rappresenta il più forte antidoto ad antistorici passi indietro [...] Oggi possiamo dirlo con ancora maggior forza: l'amor di Patria non coincide con l'estremismo nazionalista.

Mattarella non fa nomi, ma alla luce di quello che sta accadendo anche in Italia le sue parole hanno un significato davvero importante:

Non torneremo agli anni Venti o agli anni Trenta. Non temo la ricomparsa degli stessi spettri del passato, pur guardando con preoccupazione a pulsioni di egoismi e supremazie di interessi contro quelli degli altri: sarei allarmato da un clima in cui, più che concorrenza, si sviluppassero contrasti, poi contrapposizioni, quindi ostilità, ponendosi su una china di cui sarebbe ignoto ma inquietante il punto finale. Ma l’Europa si è consolidata nella coscienza degli europei, molto più di quanto non dicano le polemiche legate alle necessarie, faticose decisioni comuni nell’ambito degli organismi dell’Unione europea. L’interdipendenza tra i Paesi nasce anzitutto dallo sviluppo delle libertà, delle opportunità, delle risorse tecniche, economiche, culturali, civili che siamo riusciti a costruire in questi decenni di pace e di collaborazione. La libertà di movimento e di commercio, le medesime regole ormai consolidate in tanti settori economici e sociali, le innumerevoli iniziative e realtà comuni tra imprese, le sempre più strette collaborazioni nella ricerca e nelle professioni hanno prodotto un tessuto connettivo ormai indissolubile.

Oggi, nella Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, Mattarella sarà a Trieste alle 11.45 per una cerimonia commemorativa e successivamente, in Prefettura, incontrerà in forma privata i sindaci di alcuni comuni colpiti dal maltempo nei giorni scorsi.

Foto | Quirinale

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO