Maltempo, Salvini contro "gli ambientalisti da salotto". Di chi parla?

"Troppi anni di incuria e di malinteso ambientalismo da salotto, per cui: non si tocca l'alberello e non si draga il torrentello"

Dal bellunese Matteo Salvini ha parlato in conferenza stampa dopo aver visitato le zone colpite dal maltempo. Come suo costume ha approfittato della situazione per lanciare vaghe accuse "agli altri", quelli che sarebbero corresponsabili di quanto accaduto, per non aver curato il territorio: "Troppi anni di incuria e di malinteso ambientalismo da salotto per cui non si tocca l'alberello e non si draga il torrentello". Sarebbe interessante capire chi sono questi "ambientalisti da salotto" che non conoscono la montagna e, per questo, avrebbero abbandonato a sé stesso il territorio.

La tutela dell'ambiente è materia concorrente tra Stato e regioni. In Veneto governa da 23 anni consecutivi il centrodestra, gli ultimi 8 dei quali sotto la guida del leghista Luca Zaia. La Lega, al tempo stesso, è stata lungamente anche al Governo nazionale e, anche sotto i suoi governi, i fondi per la cura dell'ambiente sono stati costantemente dirottati su altro. Salvini, poi, ostentando saggezza, ha aggiunto: "Il bosco vive e deve essere curato e il greto del torrente dragato. L’inerzia, l’assenza e l’ignoranza a volte sono alla base di questi fatti. La tutela della montagna dovrebbe essere affidata alle comunità locali". Nella provincia di Belluno ci sono nettamente più sindaci associabili alla sinistra che, secondo lo stesso Salvini, non avrebbero responsabilità visto che non sarebbe affidata a loro la "tutela della montagna". Chi sono, dunque, gli "ambientalisti da salotto" che impedirebbero la vera tutela del territorio? Mistero.

Salvini ha fatto poi un suo bilancio di quello che servirebbe: "Per mettere in sicurezza il territorio nazionale servono 40 miliardi di euro. Mi impegno di raccogliere e spendere con l’auspicio che non arrivino letterine di contestazione da Bruxelles perché spendiamo troppo".

Proprio sulla base delle tragedie di questi giorni potrebbe aprirsi un nuovo fronte con l'Europa: "Stiamo cercando i soldi in cassetti e cassettini, 250 milioni di euro sono già pronti per tutte le comunità colpite, da Nord a Sud, e continueremo a cercare altri fondi. Spero che da Bruxelles non arrivino altre letterine che dicono che spendiamo troppo, perché visto quello che è accaduto a Belluno e a Palermo, per quanto mi riguarda letterine di questo tipo finiranno in archivio".

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