Maltempo, Conte: "Stato d'emergenza per le regioni colpite"

"Adotteremo i provvedimenti di emergenza e daremo le prime somme necessarie"

Il Consiglio dei Ministri decreterà lo stato d'emergenza per le regioni colpite dal maltempo. Ad annunciarlo è stato il Premier Conte che oggi si è recato in visita in Sicilia per rendere omaggio alle vittime dell'alluvione: "Questa mattina ho deciso di venire qui dopo avere saputo della grave tragedia occorsa in Sicilia e a Casteldaccia in particolare. È una tragedia immane essere nella propria casa ed essere travolti dal fango".

Conte si è detto pronto a stanziare in tempi rapidi i primi fondi necessari: "Per le vicende di questi giorni ho già annunciato che la prossima settimana decreteremo lo stato di emergenza per tutte le regioni che l'hanno richiesto. Adotteremo i provvedimenti di emergenza e daremo le prime somme necessarie. Le regioni più colpite sono la Sicilia, la Calabria, la Sardegna, il Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano, il Friuli Venezia Giulia e il basso Lazio. Dalle regioni più afflitte le richieste ci sono già pervenute. Stiamo esaminando tutte le richieste pervenute e già la prossima settimana faremo un Consiglio dei ministri straordinario perché non era previsto Lo faremo straordinario per decretare lo stato di emergenza. Stiamo facendo una ricognizione per mettere le adeguate risorse".

In questa occasione Conte ha ribadito le intenzioni del Governo per quanto riguarda il programma di manutenzione di strade e autostrade: "Bisogna ripristinare al più presto la viabilità e le infrastrutture che sono state messe fuori uso. Il governo è concentrato per un'opera di riammodernamento infrastrutturale nazionale, perché c'è un sistema infrastrutturale che denuncia il logorio del tempo e che richiede un piano di investimenti adeguato. Lo stiamo facendo con la manovra di bilancio, abbiamo varato un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria. Occorrerà del tempo, sono investimenti che richiedono tempo per essere attuati a lungo e breve termine ma occorre una adeguata programmazione".

Per quanto concerne il dissesto idrogeologico "abbiamo già messo a disposizione del ministero dell'Ambiente un miliardo, per pervenire a una sicurezza del territorio e anche per proteggere e salvaguardare vite umane. E 59 milioni per l'Autorità di bacino, per regolare i flussi d'acqua". L'urgenza è quella "di avviare e completare l'opera di ripulitura dei letti dei fiumi, per mettere in sicurezza il sistema idrogeologico. Dobbiamo entrare nell'ottica che la salvaguardia delle vite umane prevale, rispetto ad altri beni pure costituzionalmente tutelati. Molto spesso abbiamo qualche intralcio burocratico perché ad esempio ci sono vincoli paesaggistici nella rimozione di un albero o di ostacoli di questo genere".

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